Venerdì, i prezzi dell'oro e dell'argento hanno registrato significative diminuzioni, a seguito della nomina di Kevin Warsh da parte del presidente Donald Trump come futuro presidente della Federal Reserve (Fed). L'argento spot è sceso di circa il 14%, scambiandosi intorno ai 99 dollari l'oncia, mentre l'oro spot ha perso circa il 6%, arrivando a circa 5.060 dollari l'oncia. Vendite massicce hanno colpito anche altri metalli preziosi, come il platino e il palladio.
La nomina di Warsh è interpretata dai mercati come un segnale di politica ferma da parte della Fed, il che potrebbe stabilizzare il dollaro e contrastare le preoccupazioni legate all'indebolimento prolungato della valuta americana. Gli analisti hanno osservato che i metalli preziosi sono stati sostenuti da tensioni geopolitiche e dalla svalutazione del dollaro, ma un cambiamento di sentiment può provocare correzioni brusche.
L'impatto delle diminuzioni si è fatto sentire anche sulle borse, con l'indice europeo Stoxx 600 Basic Resources che è sceso di circa il 2%. Sebbene oro e argento abbiano avuto aumenti record nel 2025, i mercati sono ora vulnerabili a vendite massicce.
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