Nel 2025, Bitcoin ha chiuso l'anno a un livello significativamente al di sotto dei massimi storici, sollevando interrogativi sulla sua viabilità e sulla redditività dell'estrazione. Negli Stati Uniti, dove si estraggono 171 BTC al giorno, il consumo di energia è enorme, raggiungendo 158,2 GWh al giorno, il che rappresenta l'1,3% del fabbisogno annuale totale di energia del paese. Il costo dell'energia per estrarre un singolo BTC è aumentato a circa 130.000 dollari, superando il prezzo attuale della criptovaluta. A livello globale, l'estrazione di Bitcoin consuma circa 417,18 GWh al giorno, equivalente al consumo annuale di elettricità di paesi come Svezia e Norvegia. Sebbene il hashrate globale sia aumentato del 32% nell'ultimo anno, le commissioni di transazione sono diminuite significativamente, e il consumo di elettricità per transazione è stato ridotto da 32,44 kWh a 4,41 kWh. Questa situazione suggerisce una grande sfida per i miner di Bitcoin nel contesto dell'aumento dei costi energetici.
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