La leader dell’AfD, Alice Weidel, ha affermato che i romeni in Germania «saccheggiano» il sistema sociale tedesco, dichiarazioni respinte dal Ministero degli Affari Esteri. Il MAE ha comunicato, tramite una nota, di seguire le posizioni pubbliche riguardanti la comunità romena all’estero e di utilizzare il dialogo diplomatico per trasmettere la reazione della Romania ad affermazioni considerate discriminatorie.
Dopo le dichiarazioni di Weidel, diversi leader e politici romeni hanno risposto pubblicamente. Sorin Grindeanu ha criticato «l’incriminazione collettiva basata sull’origine», sottolineando che i romeni che lavorano in Germania contribuiscono all’economia e al funzionamento dei servizi pubblici. Virgil Popescu ha sostenuto che 519.200 romeni lavorano legalmente e versano contributi, mentre altri leader hanno affermato che eventuali frodi devono essere analizzate individualmente, non utilizzate per generalizzazioni.
Nello stesso contesto, Dominic Fritz ha risposto a Weidel e ha menzionato stime non ufficiali riguardanti la comunità romena in Germania, mentre altri funzionari hanno ribadito che l’appartenenza all’UE implica diritti uguali per i cittadini, indipendentemente dal Paese di origine.