Il sacerdote rumeno Marian Benchea ha organizzato per 14 fedeli italiani un viaggio di sette giorni in Romania, intitolato «Viaggio nel Paese delle badanti». L’iniziativa, svoltasi a partire dal 10 ottobre, mirava a offrire ai partecipanti un’immagine diretta del Paese da cui provengono numerose donne che lavorano in Italia come assistenti familiari.
Il gruppo ha percorso circa 1.300 chilometri e ha visitato siti storici, religiosi e culturali del nord e del centro della Romania. Tra le destinazioni figuravano il monastero di Voroneț, le chiese lignee del Maramureș, il Memoriale delle Vittime del Comunismo di Sighetu Marmației e il Cimitero Allegro di Săpânța.
L’itinerario comprendeva anche un viaggio su un treno a vapore lungo la valle del Vaser, il villaggio tradizionale di Breb, la città medievale di Sighișoara, il castello Mikó di Miercurea Ciuc e il santuario francescano di Șumuleu Ciuc. Il viaggio si è concluso a Bacău, da dove i partecipanti sono rientrati in Italia.
Il sacerdote ha spiegato di aver voluto superare l’immagine esclusivamente professionale associata alle badanti e presentare agli italiani la cultura, le tradizioni e la storia delle comunità da cui provengono. Il viaggio si è svolto in un contesto in cui molte romene lavorano in Valle d’Aosta come assistenti familiari o collaboratrici domestiche, sostenendo le famiglie colpite dall’invecchiamento della popolazione.
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