Il traffico fluviale delle merci è bloccato in entrambe le direzioni al chilometro 280 del Danubio e 30 spintori e navi semoventi, nonché oltre 100 chiatte, sono immobilizzati. Il blocco colpisce i trasporti diretti al porto di Costanza e da quest’ultimo verso i porti danubiani.
L’Associazione degli Armatori e degli Operatori Portuali-Fluviali della Romania e la Constanța Port Business Association sostengono che, nonostante le segnalazioni trasmesse alle autorità, non siano state adottate misure concrete per la ripresa della navigazione. Sul posto non si osservano mobilitazioni di attrezzature né lavori di dragaggio, sebbene il previsto abbassamento del livello del Danubio possa aggravare la situazione.
Il problema è insorto dopo un incidente verificatosi il 6 ottobre 2026, quando una nave fluviale con pescaggio eccessivo ha danneggiato il canale navigabile. Gli armatori affermano che non è loro consentito effettuare lavori di dragaggio in proprio, sebbene abbiano espresso la disponibilità a contribuire alla riapertura.
Il blocco provoca ritardi nella consegna delle merci, perdite economiche e perturbazioni delle catene logistiche. Le aziende cercano soluzioni alternative per la ripresa parziale dei trasporti, ma le organizzazioni avvertono che ogni giorno senza interventi aumenta il rischio di una grave crisi nel trasporto fluviale.
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