Romania e Polonia hanno annunciato che le loro infrastrutture non possono più sostenere un aumento significativo del trasporto di cereali ucraini, mentre gli attacchi contro porti e navi nel Mar Nero continuano per il terzo mese. La situazione mette a rischio le esportazioni dell’Ucraina, la prossima stagione agricola e la sicurezza alimentare globale.
Il ministro ucraino dell’Agricoltura, Taras Vîsoțki, ha chiesto a Bruxelles che l’Unione Europea permetta il transito di quantità maggiori di prodotti agricoli e stanzi circa 1,1 miliardi di euro per i costi aggiuntivi di trasporto. Attualmente, meno della metà delle esportazioni agricole ucraine può essere trasportata per ferrovia, strada e via fluviale attraverso l’Europa.
Se il blocco nel Mar Nero persisterà, fino a 35 milioni di tonnellate di cereali potrebbero rimanere bloccate in Ucraina quest’anno. La Romania è già sottoposta a pressioni nei suoi porti, aggravate dal basso livello del Danubio, mentre il ministro Barna Tánczos afferma che il numero dei treni e le capacità stradali, ferroviarie e portuali non possono essere raddoppiati.
La Polonia, per il momento, non intende modificare le proprie infrastrutture per aumentare il transito. Parallelamente, l’Ucraina sta valutando l’utilizzo di alcuni porti in Germania e nei Paesi Bassi. La mancanza di vendite potrebbe lasciare gli agricoltori senza denaro per le semine autunnali, con il rischio di una riduzione delle superfici coltivate fino al 35-40%. Il Consiglio per le Relazioni Estere avverte che potrebbe essere interessato oltre il 17% dei cereali commercializzati a livello mondiale.
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