La Romania entra in una fase di «normalizzazione dell’incertezza economica», in cui la popolazione non considera accettabile la situazione, ma inizia ad adeguare le proprie decisioni per affrontare difficoltà che potrebbero persistere, sostiene Remus Ștefureac, direttore di INSCOP Research.
L’interpretazione si basa sull’edizione di settembre dell’Indice del sentimento economico NewMoney–INSCOP. L’indicatore generale è aumentato marginalmente, passando da -39,5 a -38,1 punti, su una scala da -100 a +100. Secondo Ștefureac, l’evoluzione non indica un cambiamento del clima, bensì la stabilizzazione della sfiducia nell’economia.
L’inflazione percepita rimane la principale fonte di pessimismo. L’86,1% degli intervistati si aspetta che i prezzi aumentino nei prossimi sei mesi, mentre il 42,3% afferma che i propri redditi sono diminuiti nell’ultimo anno. Allo stesso tempo, solo il 4,3% ritiene che la situazione economica migliorerà nei prossimi sei mesi, mentre il 51,2% non prevede una ripresa nel futuro prevedibile.
Ștefureac osserva tuttavia un apparente paradosso: sebbene il pessimismo persista, aumentano le intenzioni di risparmio, investimento e acquisto. La quota di coloro che intendono acquistare euro è salita al 24,1%, quella delle persone che vogliono risparmiare mediante un deposito bancario al 27,4%, mentre l’intenzione di acquistare elettrodomestici o mobili ha raggiunto il 34,1%.
Questi dati non segnalano il ritorno dell’ottimismo, bensì un adattamento prudente: le famiglie stabiliscono le proprie priorità di spesa e cercano di proteggere le proprie risorse in un contesto economico percepito come difficile e prolungato.
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