Nella località di Berchișești, nel distretto di Suceava, la polizia e i gendarmi, sotto la coordinazione di un procuratore, stanno effettuando giovedì perquisizioni in un rifugio per animali accusato di aver ucciso centinaia di cani nell'ultimo anno. Il rifugio, gestito dal figlio del sindaco, è sospettato di omicidi illegali, mentre il comune ha respinto le accuse, affermando che l'amministratore svolge un lavoro dedicato per la salvezza degli animali.
L'inchiesta è iniziata dopo controlli effettuati dall'Ufficio per la Protezione degli Animali, che hanno rivelato gravi irregolarità in diversi rifugi, incluso quello di Berchișești, dove i documenti di ingresso e uscita degli animali non coincidono. Fonti giudiziarie suggeriscono che gli animali sarebbero stati uccisi senza motivi legali, per evitare il sovraffollamento.
Inoltre, un messaggio pubblicato sui social media paragona il rifugio all'"Auschwitz dei cani" e richiede un'inchiesta trasparente. Il comune ha sottolineato che il rifugio collabora con un'associazione e che l'attività si svolge correttamente, respingendo le voci negative.
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