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I conducenti con meno di due anni di esperienza alla guida potrebbero essere esentati dal guidare automobili con un rapporto potenza/massa superiore a 0,075 kW/kg, secondo un progetto di modifica del Codice della strada all’esame della Camera dei deputati, organo decisionale. L’iniziativa, che integra l’OUG n. 195/2002, mira a limitare l’accesso dei conducenti neopatentati alle automobili più performanti, sulla base del rapporto tra la potenza del motore e la massa a vuoto del veicolo, non attraverso un elenco di modelli vietati.
Se adottata, la Romania adotterebbe un modello già utilizzato in Italia, l’unico Stato dell’Unione Europea in cui è in vigore per i nuovi titolari di patente una restrizione comparabile, calcolata direttamente in kW/tonnellata. In altri Stati europei esistono limiti fissi di potenza o misure discusse, abbandonate o annullate dalle corti costituzionali.
L’Italia ha esteso nel 2024 le restrizioni da uno a tre anni per i neopatentati
L’Italia è il principale punto di riferimento. Restrizioni per i conducenti durante il primo anno dal conseguimento della patente esistevano già: essi non potevano guidare automobili con un rapporto potenza/massa superiore a 55 kW/tonnellata. La legge n. 177/2024, entrata in vigore il 14 dicembre 2024, ha esteso il periodo di applicazione a tre anni e innalzato il limite a 75 kW/tonnellata.
Per le automobili della categoria M1 (massimo otto posti per passeggeri, oltre al posto del conducente), la legge ha introdotto anche un limite assoluto di 105 kW, circa 143 CV.Il modello italiano è quindi più severo in termini di durata rispetto a quello discusso a Bucarest — tre anni contro due — mentre la soglia di 75 kW/tonnellata è identica. La differenza è importante: il limite assoluto di 105 kW introdotto dall’Italia può escludere anche alcune automobili più pesanti, che rientrerebbero nei limiti soltanto in base alla massa. La regola non si applica retroattivamente a tutti i giovani conducenti, ma alle persone che hanno conseguito la patente dopo l’entrata in vigore della legge.
Quale effetto ha avuto il limite di potenza sugli incidenti
Esiste anche una base empirica per l’idea di limitare l’accesso ai veicoli performanti. Uno studio pubblicato su The Journal of Law and Economics, nel quale gli autori hanno utilizzato i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica sugli incidenti con vittime nel periodo 2006-2016, ha valutato la precedente restrizione italiana, introdotta nel 2011 e inizialmente applicata al primo anno dal conseguimento della patente. Sono stati confrontati i conducenti di 18–19 anni, interessati dalla restrizione, con quelli di 26–27 anni, che non ne erano interessati.
La ricerca ha rilevato che i giovani ai quali era impedito guidare automobili potenti avevano una probabilità del 13% inferiore di provocare incidenti e del 28% inferiore di provocare incidenti mortali. Gli autori collegano il risultato principalmente alla riduzione delle infrazioni per eccesso di velocità e mostrano che l’effetto sulla sicurezza si è mantenuto anche dopo la fine del primo anno di restrizione.Lo studio non offre, tuttavia, un semplice bilancio nazionale del tipo «numero totale degli incidenti prima e dopo la legge», ma stima l’effetto causale della restrizione sulla probabilità che i conducenti interessati causino incidenti.
Serbia e Montenegro: limite fisso di 80 kW
In Serbia, Stato non appartenente all’UE, la regola è più semplice e più severa dal punto di vista della potenza assoluta: i titolari di una patente conseguita di recente non possono guidare automobili con motore superiore a 80 kW, circa 109 CV. L’eccezione si applica quando il conducente è accompagnato da un familiare presente nel veicolo, titolare di una patente B da almeno cinque anni. Il periodo di prova alla guida ha normalmente una validità di due anni per coloro che sostengono l’esame a 19 anni o più tardi; per coloro che lo superano prima di tale età, il regime si protrae fino al compimento dei 21 anni.
Il Montenegro ha introdotto anch’esso un limite di 80 kW per i conducenti di età inferiore ai 21 anni, con la possibilità di guidare un’automobile più potente soltanto sotto la supervisione di una persona con patente da almeno cinque anni. La regola fa parte di un pacchetto più ampio di restrizioni per i giovani conducenti, comprese limitazioni alla guida notturna. A differenza del progetto rumeno e del modello italiano, il criterio montenegrino è l’età, non il numero di anni di esperienza maturati dopo il conseguimento della patente.
Il divieto in Francia annullato dal Consiglio costituzionale
La Francia offre alla Romania un esempio di avvertimento giuridico. Una legge adottata nel 2026 prevedeva inizialmente la criminalizzazione della guida di un «veicolo potente» da parte dei titolari di una patente conseguita di recente, lasciando che la soglia di potenza fosse stabilita successivamente per decreto. Il Consiglio costituzionale ha tuttavia annullato tale disposizione il 14 agosto 2026: la soglia che definisce il reato doveva essere stabilita dal Parlamento mediante legge, non lasciata integralmente al Governo.
In Francia, quindi, non è in vigore un divieto generale di guidare un’automobile potente nei primi anni dal conseguimento della patente. È rimasta tuttavia nella legge n. 2026-798 una norma separata riguardante il noleggio a breve termine: il titolare di una patente conseguita di recente non può stipulare un contratto di noleggio per un veicolo al di sopra di una soglia di potenza, soglia che dovrà essere stabilita dalle norme di attuazione. Per il progetto rumeno, la lezione della Francia è chiara: un limite come 75 kW/tonnellata deve essere inserito espressamente nella legge, non lasciato a livello di decreto, se la sua violazione comporta sanzioni.
La Croazia ha rinunciato al limite, il Belgio ne discute soltanto
La Croazia ha avuto, tra il 2008 e il 2015, un limite di 80 kW per i conducenti di età inferiore ai 24 anni, ma in seguito ha rinunciato alla misura. Il Belgio attualmente non dispone di un limite legale nazionale di potenza per i neopatentati, tuttavia l’idea di restrizioni progressive è riemersa nel dibattito pubblico, nel contesto delle discussioni europee sulla sicurezza dei giovani conducenti.
Di conseguenza, il progetto rumeno non costituirebbe una novità europea, bensì una variante vicina al sistema italiano: un rapporto potenza/massa di 75 kW/tonnellata, applicato soltanto durante il periodo iniziale. L’Italia offre il precedente legislativo più rilevante e la valutazione più consistente degli effetti sulla sicurezza: una riduzione stimata del 13% degli incidenti provocati dai giovani conducenti interessati dal divieto.
Sintesi realizzata con l’aiuto di Perplexity
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