Daniel Petrescu, fondatore dell’Associazione professionale dei pastori, ha dichiarato, dopo la protesta organizzata a Bucarest, di sostenere Călin Georgescu e ha chiesto al futuro Governo di sostenere le aziende agricole familiari e i produttori rumeni. Il leader dei pastori ha precisato di non avere preferenze per la carica di primo ministro, ma di volere che l’Esecutivo difenda gli interessi degli agricoltori e degli allevatori autoctoni.
La principale rivendicazione menzionata da Petrescu è la riapertura dell’esportazione di animali vivi, che, secondo lui, è stata bloccata dalle autorità. Ha criticato sia le decisioni dell’Unione europea sia il modo in cui i governi di Bucarest gestiscono i problemi dell’agricoltura e della zootecnia.
Nell’intervista rilasciata a Ziare.com, Petrescu ha detto che la protesta è stata organizzata «per la giustizia» e ha chiesto le dimissioni del Governo e del presidente, nonché di chiarire la situazione delle elezioni presidenziali del 2024. Ha ribadito il messaggio «restituite il secondo turno», sostenendo che i rumeni devono decidere chi li governa.
Riguardo a Călin Georgescu, Petrescu ha affermato di averlo sostenuto «come persona», senza pretendere di sapere che cosa farebbe in una carica pubblica. Ha ammesso di potersi sbagliare, ma ha detto di apprezzare i messaggi di Georgescu sui pastori, sul Paese, sulla patria e sulla pace. Le dichiarazioni sono state rilasciate dopo la manifestazione di Bucarest, dove le rivendicazioni professionali si sono intrecciate con messaggi politici.
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