L'eurodeputata AUR-ECR Georgiana Teodorescu considera che la direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari rafforzi gli strumenti degli Stati membri e acceleri le espulsioni. Georgiana Teodorescu accoglie con favore le nuove regole UE per il rimpatrio dei migranti irregolari.
L'eurodeputata Georgiana Teodorescu afferma che le nuove regole sul rimpatrio dei migranti irregolari offrono alle autorità nazionali strumenti di sicurezza ampliati e la possibilità di utilizzare centri di rimpatrio al di fuori dell'Unione Europea. L'eurodeputata Georgiana Teodorescu, membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, ha accolto con favore il voto del Parlamento Europeo sulla direttiva che istituisce un sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare. A suo avviso, le nuove disposizioni ampliano le competenze degli Stati membri e consentono di accelerare le procedure di espulsione.
In sintesi Georgiana Teodorescu accoglie con favore l'adozione della direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari. L'eurodeputata considera che il testo legislativo ampli le misure di sicurezza degli Stati membri. La direttiva consente la detenzione oltre 24 mesi e divieti di ingresso illimitati in alcuni casi. Vengono introdotti strumenti aggiuntivi di indagine nelle procedure di rimpatrio. È prevista la possibilità di stabilire centri di rimpatrio in Stati al di fuori dell'UE.
Nel suo intervento, l'eurodeputata ha caratterizzato il voto del Parlamento Europeo come un passo importante nel rafforzamento delle politiche migratorie dell'Unione. "È una vittoria della destra europea di cui fa parte anche il Gruppo ECR. Tutti coloro che arrivano illegalmente in Europa devono essere rimandati il prima possibile nei loro paesi d'origine. La nostra assoluta priorità deve essere il cittadino europeo che deve sentirsi al sicuro a casa sua", ha affermato Georgiana Teodorescu.
Ha sottolineato che la direttiva offre alle autorità nazionali strumenti ampliati per gestire l'immigrazione irregolare e rimuove le barriere procedurali che possono ritardare le espulsioni. Secondo la dichiarazione, il testo legislativo amplia il campo delle situazioni che possono essere considerate rischi per la sicurezza e introduce deroghe che consentono l'applicazione di misure aggiuntive.
Tra queste misure vi è la possibilità di imporre divieti di ingresso a tempo indeterminato e l'estensione del periodo di detenzione oltre 24 mesi, nonché l'uso di strumenti di indagine più potenti nelle procedure di rimpatrio, inclusi perquisizioni e sequestri di materiali pertinenti.
L'eurodeputata ha evidenziato anche la flessibilità concessa agli Stati membri per stabilire centri di rimpatrio in paesi al di fuori dell'Unione Europea, che ha descritto come "uno strumento innovativo" nella gestione dell'immigrazione irregolare. "Noi, sia a livello del Gruppo ECR, sia a casa in Romania, abbiamo costantemente sostenuto l'introduzione in set di strumenti politici di approcci innovativi come i centri di rimpatrio in paesi terzi", ha dichiarato.
Inoltre, Georgiana Teodorescu ha collegato l'adozione della direttiva ad altre iniziative legislative riguardanti l'immigrazione, inclusa l'istituzione di una lista di paesi di origine sicuri e lo sviluppo del concetto di paese terzo sicuro. "Una politica migratoria credibile non può andare che in un'unica direzione: coloro che non hanno il diritto legale di rimanere nell'Unione Europea devono essere espulsi il prima possibile, mentre la protezione deve essere concessa a coloro che ne hanno veramente bisogno", ha aggiunto.
Separatamente, l'eurodeputata ha partecipato al lancio di uno studio sull'immigrazione e le evoluzioni in alcune aree urbane europee, organizzato dal Gruppo ECR e dalla Fondazione New Direction. Lo studio analizza 17 aree in sette Stati membri e affronta temi come la criminalità e l'integrazione, nel contesto dell'immigrazione.
La direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari fa parte di riforme più ampie dell'Unione Europea nel campo dell'immigrazione e dell'asilo, che mirano a rafforzare la capacità degli Stati membri di gestire i flussi migratori e di differenziare tra le persone idonee alla protezione e quelle che non soddisfano i requisiti legali di soggiorno.
La dichiarazione dell'eurodeputata riflette la posizione di una parte dello spettro politico europeo che sostiene il rafforzamento delle misure di rimpatrio e l'espansione degli strumenti di controllo dell'immigrazione, anche attraverso soluzioni esterne come i centri di rimpatrio in paesi terzi.
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