L’Ungheria pubblicherà online una parte significativa degli archivi degli ex servizi di sicurezza comunisti a partire dal 22 ottobre 2026, prima del 70º anniversario della Rivoluzione ungherese del 1956. La nuova piattaforma consentirà di cercare informazioni su decine di migliaia di persone associate all’apparato repressivo, tra cui ufficiali, informatori, collaboratori o persone prese in considerazione per il reclutamento.
Il Parlamento di Budapest ha approvato a settembre una legge che amplia significativamente l’accesso ai documenti. La banca dati potrebbe includere tra 50.000 e 60.000 nomi, e le ricerche potranno essere effettuate per nome, data e luogo di nascita, nome della madre, nome in codice o dati dei documenti.
La prima fase comprenderà le «schede sei» e le informazioni contenute nei nastri magnetici, provenienti dai registri operativi. Il 25 febbraio 2027 è prevista la pubblicazione dei fascicoli B, che possono contenere dettagli sul reclutamento, la sorveglianza e le valutazioni degli ufficiali.
I dati sensibili, compresi quelli relativi alla salute, alle dipendenze o all’orientamento sessuale, saranno anonimizzati. L’apertura degli archivi rappresenta un cambiamento significativo dopo decenni di accesso limitato, consentito principalmente ai ricercatori e alle persone interessate.
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