La Corte d’Appello di Bucarest ha motivato la custodia cautelare di Călin Georgescu e Ionel Rusen con l’esistenza di un pericolo concreto per l’ordine pubblico e con il rischio che i due possano influenzare l’inchiesta o sottrarsi all’azione penale. La decisione è stata presa dopo che i procuratori della DIICOT hanno impugnato la misura del controllo giudiziario.
I giudici hanno invocato la gravità dei fatti oggetto d’indagine, la durata della presunta attività criminale, il danno di 1,1 milioni di euro e l’uso di mezzi di comunicazione criptati. Nel caso di Georgescu, il tribunale ha menzionato le discussioni sul trasferimento in Italia, l’acquisto di una proprietà in Toscana e la richiesta di asilo politico. La cancellazione di alcuni messaggi e l’individuazione di apparecchiature per il disturbo delle comunicazioni sono state considerate indizi di possibili preparativi per sottrarsi all’inchiesta.
Secondo la motivazione, Georgescu avrebbe facilitato il contatto tra la persona offesa e Rusen, presentato come intermediario per l’ottenimento di un credito. In seguito, alla vittima sarebbero state richieste garanzie, mentre la restituzione del denaro non sarebbe avvenuta.
La decisione non esprime una conclusione sulla colpevolezza dei due, hanno precisato i giudici. Cristina Grecu ha formulato un’opinione dissenziente, ritenendo che non vi siano indizi concreti del fatto che Georgescu o Rusen intendessero fuggire o nascondersi.
alinom,Fonti
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