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Alex Florența e Marius Voineag non sono riusciti martedì a convincere la Sezione per i Pubblici Ministeri del CSM, che ha ripreso il voto per le loro nomine a procuratori aggiunti del DIICOT e della Procura Generale, registrando nuovamente un pareggio di 3 a 3.
Cosa significa questo nuovo pareggio al CSM per Voineag e Florența
Questa situazione rende impossibile l'emissione di un parere consultivo e si procede oltre al presidente, secondo la legge, per il ministro della Giustizia, Radu Marinescu.
"Se questa situazione si perpetuasse fino al momento in cui scaderebbero i 30 giorni riservati al CSM per dare un parere. Se non si può dare un parere, perché esiste questa situazione di pareggio, la situazione giuridica è sinonimo di mancanza di parere. A me non mi incoraggia e non mi disorienta nulla, finché mi attengo rigorosamente alla procedura, alle regole legali. Se non esiste un parere, andiamo avanti al signor presidente. E il signor presidente decide. In tutto decide il signor presidente fino alla fine, ovviamente", dice Radu Marinescu a OFF The Record, su Mediafax, rispondendo alla situazione del CSM in cui la Sezione dei Pubblici Ministeri ha espresso un voto di 3 favorevoli e 3 contrari nel caso di Alex Florența e Marius Voineag.
Radu Marinescu ha spiegato che le sue proposte si basano su argomenti concreti e che aspetta le decisioni motivate del CSM per poter continuare il processo di selezione. Questa situazione complicata solleva interrogativi sul futuro delle nomine in posizioni chiave della giustizia.
Hanno ricevuto pareri favorevoli Codrin-Horațiu Miron, Viorel Cerbu e Marius Ionel Ștefan, mentre Cristina Chiriac, Gil Julien Grigore Iacobici e Marinela Mincă hanno ricevuto pareri negativi.
Il parere del CSM è consultivo, e la decisione finale spetta al presidente Nicușor Dan, che ha menzionato che la sua analisi riguardo ai candidati differisce dalle reazioni del pubblico.
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