La Procura generale ha rinviato a giudizio 16 cittadini della Federazione Russa, accusati di uso di atto falso, concorso nella falsificazione informatica e concorso nella falsificazione materiale di documenti ufficiali. Il caso riguarda l’utilizzo di certificati di cittadinanza falsificati per ottenere documenti rumeni.
Secondo i procuratori, tra febbraio e luglio 2024 gli imputati hanno utilizzato certificati apparentemente rilasciati dalle rappresentanze diplomatiche della Romania in Russia, Azerbaigian e Repubblica di Moldova. I documenti attestavano falsamente l’acquisizione della cittadinanza rumena.
Sulla base di questi documenti, gli imputati avrebbero ottenuto la trascrizione degli atti di nascita, codici numerici personali, certificati di nascita rumeni, carte d’identità e passaporti. Alcune persone che li avrebbero fittiziamente ospitati presso il proprio domicilio, in cambio di somme di denaro, sarebbero sottoposte alla confisca delle somme ottenute.
Il procuratore titolare del caso ha chiesto l’annullamento dei certificati falsificati e di tutti i documenti rilasciati successivamente sulla loro base. A seguito delle verifiche, sono già state annullate 1.702 carte d’identità per la registrazione fittizia della residenza. Il rinvio a giudizio è stato trasmesso al Tribunale di Câmpulung Moldovenesc. Nello stesso procedimento erano stati precedentemente conclusi sei accordi di riconoscimento della colpevolezza.
Fonti
Ultime notizie
13:36
13:35
13:26
13:15
13:14
Vedi altre notizie