Cinque persone sono state rinviate a giudizio dalla Procura europea (EPPO), accusate di aver truccato 22 procedure di appalto pubblico finanziate con fondi europei. Il danno stimato dagli inquirenti ammonta a circa 1,8 milioni di euro, equivalenti a 9,5 milioni di lei.
L’atto d’accusa è stato trasmesso al Tribunale di Bucarest dall’ufficio rumeno dell’EPPO. Secondo i procuratori, la presunta attività criminale si sarebbe svolta tra il 2017 e il 2022 e avrebbe riguardato progetti realizzati in sette comuni della contea di Dolj.
Due degli imputati avrebbero individuato programmi ammissibili, contattato le autorità locali e preparato la documentazione necessaria per ottenere i finanziamenti e organizzare le gare. Le informazioni sui contratti sarebbero state trasmesse ad altri tre membri del gruppo, che si sarebbero rivolti a diverse società per partecipare alle procedure.
Gli inquirenti sostengono che, nell’ambito delle gare, sarebbero stati utilizzati documenti falsi per dimostrare il rispetto dei requisiti di ammissibilità. I contratti rientravano in progetti finanziati attraverso il Programma operativo Capitale umano, destinati a sostenere le persone vulnerabili e le comunità emarginate mediante la fornitura di cibo, laboratori e sessioni di formazione.
Nel procedimento sono state disposte misure cautelari sui beni per un valore di circa 9,5 milioni di lei. Gli imputati rischiano pene comprese tra tre anni e dieci anni e sei mesi di reclusione, qualora siano riconosciuti colpevoli. Il rinvio a giudizio non equivale all’accertamento della colpevolezza, che sarà valutata dal tribunale.
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