Il bilancio del trilogo del 20 ottobre indica intese provvisorie riguardo ai partner, alle autorizzazioni e al trasporto ferroviario. Il meccanismo di emergenza e la compensazione degli operatori restano in fase di negoziazione, con l’obiettivo di raggiungere un accordo il 9 dicembre.
I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE hanno compiuto progressi sulla possibilità di estendere determinate disposizioni del futuro regolamento sulla mobilità militare all’Ucraina e alla Repubblica di Moldova, secondo il bilancio pubblicato dall’organizzazione di trasporto e logistica CLECAT dopo il trilogo del 20 ottobre. Le intese sono provvisorie, mentre il meccanismo europeo di emergenza e la protezione degli operatori civili restano in discussione. I due correlatori del Parlamento, Michał Szczerba e Roberts Zīle, hanno indicato il 9 dicembre come la prossima tappa politica in vista della conclusione di un accordo.
In breve
1. Le intese provvisorie riguardano la possibilità di estendere alcune disposizioni all’Ucraina e alla Moldova; non conferiscono automaticamente diritti di transito militare.
2. CLECAT menziona un termine di cinque giorni per il rilascio o la modifica delle autorizzazioni ad hoc e progressi riguardo alla capacità ferroviaria e alle condizioni di lavoro. Si tratta di elementi della negoziazione, non di norme applicabili.
3. Il Parlamento e il Consiglio hanno posizioni diverse riguardo all’attivazione e al funzionamento del meccanismo di emergenza, nonché alla compensazione degli operatori interessati.
4. Il Parlamento chiede di accelerare la digitalizzazione e l’interoperabilità con la NATO. Il Consiglio insiste sulla flessibilità per gli Stati e sul ruolo dei coordinatori nazionali.
5. L’obiettivo di un accordo nel trilogo del 9 dicembre non equivale all’adozione del regolamento. Il fascicolo 2025/0847(COD) è ancora in procedura legislativa.
Nella conferenza stampa del 20 ottobre, Szczerba, eurodeputato del PPE della Polonia, ha descritto le discussioni come produttive e ha confermato che i negoziatori hanno discusso dell’Ucraina e della Moldova. Ha tuttavia precisato di non poter rivelare i compromessi specifici finché i negoziati sono in corso. Zīle, eurodeputato dell’ECR della Lettonia e correlatore per conto della commissione per i trasporti, ha sottolineato che le intese parziali dipendono dall’esito dell’intero pacchetto.
CLECAT, organizzazione che rappresenta gli interessi del settore delle spedizioni e della logistica, ha pubblicato il 23 ottobre un bilancio più dettagliato. Secondo quest’ultimo, è stata raggiunta un’intesa provvisoria sulla possibilità di estendere determinate disposizioni all’Ucraina e alla Moldova. L’organizzazione non pubblica un testo legislativo definitivo e non precisa che i due Paesi riceverebbero automaticamente tutte le agevolazioni previste per gli Stati membri.
La cooperazione con questi Paesi figurava già nel mandato del Parlamento. Le commissioni per la sicurezza e la difesa e per i trasporti hanno sostenuto, a giugno, l’apertura della futura riserva comune di capacità logistiche agli alleati della NATO esterni all’UE, all’Ucraina e alla Repubblica di Moldova. La differenza tra questa posizione iniziale e un compromesso con il Consiglio è essenziale: il mandato esprime le richieste di un’istituzione, mentre il regolamento finale deve essere concordato da entrambi i colegislatori.
Il bilancio di CLECAT menziona anche un termine di cinque giorni per il rilascio o la modifica delle autorizzazioni ad hoc per il trasporto militare, nonché progressi riguardo all’assegnazione della capacità ferroviaria in regime di emergenza. Le due procedure hanno funzioni diverse: l’autorizzazione consente di effettuare il trasporto, mentre l’assegnazione di una traccia ferroviaria stabilisce la capacità disponibile su una rotta e in un determinato intervallo.
Sono state affrontate anche misure per limitare gli effetti dei requisiti militari sulle condizioni di lavoro nel settore dei trasporti. Questo sviluppo non deve essere confuso con l’adozione di un regime completo di deroghe e garanzie. La posizione del Parlamento chiedeva che eventuali adeguamenti dei tempi di guida, delle pause e dei periodi di riposo in situazioni di emergenza proteggessero i lavoratori e la sicurezza dei trasporti.
Il principale tema ancora aperto è il meccanismo europeo di risposta alle situazioni in cui le procedure e le capacità ordinarie non possono sostenere il volume o la velocità necessari agli spostamenti militari. Esso consentirebbe misure temporanee e un accesso prioritario alle infrastrutture, con effetti anche sul trasporto civile. Alla conferenza stampa, Zīle ha dichiarato che la parte relativa alle emergenze sarebbe stata affrontata a dicembre.
I mandati pubblici mostrano la differenza di approccio. Il Parlamento sostiene l’attivazione da parte del Consiglio, a seguito di una proposta della Commissione, entro 48 ore e per un massimo di 12 mesi. Il Consiglio ha formulato la propria posizione a favore di un’attivazione entro 72 ore, su richiesta di uno o più Stati, con o senza la proposta della Commissione. Si tratta di posizioni negoziali distinte; nessuno dei due termini può essere presentato come una norma europea già concordata.
Resta inoltre da stabilire come proteggere i proprietari e gli operatori delle infrastrutture o i vettori che sostengono costi e perdite quando agli spostamenti militari viene accordata la priorità. Il Parlamento chiede la compensazione delle spese giustificate, dei danni e dei mancati ricavi. CLECAT segnala divergenze tra una soluzione a livello europeo e meccanismi nazionali, rendendo il finanziamento di tali obblighi una parte importante del compromesso.
La digitalizzazione è un altro elemento del fascicolo. Il Parlamento propone l’introduzione di un sistema informativo sicuro nel 2027, prima della scadenza del 2030 prevista dalla proposta iniziale della Commissione, e l’interoperabilità con la NATO. Il Consiglio sostiene la digitalizzazione, ma pone l’accento sulla flessibilità operativa e sui coordinatori nazionali. Le posizioni pubbliche non dimostrano che tutti i dettagli del sistema siano già stati concordati nel trilogo.
Il regolamento mira a ridurre gli ostacoli amministrativi al trasporto di personale, equipaggiamenti e beni militari e a facilitare l’uso delle infrastrutture con funzione civile e militare. Un’autorizzazione più rapida deve essere accompagnata da rotte e capacità adeguate: strade, ponti, ferrovie, porti e aeroporti sono rilevanti per il funzionamento dell’intero sistema.
La Commissione ha presentato la proposta il 19 novembre 2025. Il Consiglio ha approvato il proprio mandato il 17 giugno 2026, mentre le commissioni del Parlamento hanno adottato la posizione il 23 giugno; l’assemblea plenaria ha confermato l’avvio dei negoziati l’8 luglio. Il registro legislativo indica tuttora che la procedura non è giunta alla posizione formale del Parlamento in prima lettura. L’obiettivo politico per il 9 dicembre resta pertanto subordinato alla risoluzione delle divergenze e alle successive approvazioni formali.
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