I progetti rumeni compaiono nell’inventario europeo, ma la configurazione utilizzata per analizzare il deficit non include collegamenti transfrontalieri per la Romania. Le elevate percentuali della domanda non coperta dipendono da queste ipotesi. Il piano di Transgaz presenta corridoi stimati per il 2032, senza una decisione finale di investimento nel documento.
La Romania ha progetti di gasdotti per l’idrogeno nella pianificazione europea, ma i suoi collegamenti con i Paesi vicini non rientrano nella rete selezionata per la nuova analisi di ENTSOG. In questa configurazione, il modello lascia scoperto quasi il 90% della domanda rumena di idrogeno ipotizzata per il 2035. La differenza tra i progetti proposti e l’infrastruttura inclusa nella simulazione spiega il risultato, senza stabilire quale sarà l’aspetto del mercato reale.
In breve
La Romania ha progetti di gasdotti per l’idrogeno, ma questi non rientrano nella rete selezionata per l’analisi di ENTSOG.
Nella configurazione analizzata, quasi il 90% della domanda rumena di idrogeno ipotizzata per il 2035 rimane non coperta.
Transgaz indica il 2032 come anno stimato per due corridoi, classificati nel piano come progetti senza decisione finale di investimento.
Lo sviluppo delle reti deve essere correlato alla produzione e alla domanda reali, per ridurre il rischio di investimenti utilizzati in misura insufficiente.
Il rapporto è in consultazione fino al 30 ottobre 2026. I risultati descrivono le ipotesi del modello, non una carenza inevitabile.
Il progetto di rapporto è stato pubblicato il 12 ottobre, nell’ambito del piano europeo decennale di sviluppo delle reti, TYNDP 2026. ENTSOG, la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas, verifica se l’infrastruttura selezionata può collegare le fonti di idrogeno ai centri di consumo. I calcoli utilizzano lo scenario National Trends+, costruito con ipotesi compatibili con gli obiettivi energetici e climatici dell’UE, per gli anni 2030, 2035, 2040 e 2050.
Nella configurazione valutata, la Romania non dispone di collegamenti transfrontalieri per l’idrogeno, mentre la produzione interna tramite elettrolisi è molto ridotta rispetto alla domanda inserita nel modello. La quota di domanda non coperta raggiunge l’89,11% nel 2035, l’89,85% nel 2040 e il 91,28% nel 2050. Le percentuali riguardano l’idrogeno richiesto nella simulazione, non il consumo energetico totale della Romania. La variazione della produzione, della domanda o dei gasdotti disponibili può modificare il risultato.
La selezione dell’infrastruttura è essenziale. L’analisi utilizza il livello denominato PCI/PMI, che riunisce infrastrutture esistenti, progetti con decisione finale di investimento e progetti di interesse comune o reciproco presenti nell’elenco dell’Unione, con gli adeguamenti descritti nel rapporto. Si tratta di un insieme più ristretto rispetto all’inventario di tutte le proposte raccolte dai promotori per il TYNDP. Pertanto, l’assenza di un collegamento dalla simulazione non significa che il progetto sia assente dalla pianificazione europea.
L’allegato generale dei progetti include il nuovo corridoio Giurgiu–Nădlac, il gasdotto dall’area del Mar Nero a Podișor e la componente ungherese del corridoio Romania–Ungheria. Essi figurano nella categoria Less-Advanced, relativa ai progetti meno avanzati. L’allegato sulle capacità mostra, per i collegamenti della Romania con Bulgaria e Ungheria, valori non nulli dal 2035 in questa categoria, mentre i valori PCI/PMI rimangono pari a zero. I due livelli descrivono configurazioni diverse e non possono essere sostituiti l’uno dall’altro nell’interpretazione dei risultati.
Il piano di Transgaz per il periodo 2026–2035 offre il dettaglio nazionale. La società presenta un corridoio dell’idrogeno sulla direttrice Giurgiu–Podișor–Bibești–Jupa–Horia–Nădlac e uno tra il Mar Nero e Podișor. Per entrambi indica il 2032 come anno stimato e lo status LA non FID, ossia progetti meno avanzati, senza decisione finale di investimento nel documento. La data indicata nel piano rappresenta il termine stimato dal promotore. I nuovi progetti di gasdotti sono presentati separatamente dall’ammodernamento dell’infrastruttura esistente e devono essere considerati come investimenti distinti.
Un collegamento transfrontaliero consentirebbe il trasporto tra produttori e consumatori di mercati diversi. Per un utente industriale, l’accesso all’idrogeno dipende quindi sia dalla produzione disponibile sia dalla possibilità di portarlo nel luogo di consumo. La produzione tramite elettrolisi richiede, a sua volta, l’accesso all’elettricità. Gasdotti, impianti di produzione e domanda industriale devono essere considerati insieme per capire quali capacità sarebbero utili e in quale fase.
Lo stesso legame tra infrastruttura e domanda impone prudenza nella scelta degli investimenti. Nella valutazione del mercato europeo pubblicata il 2 dicembre 2025, ACER, l’Agenzia dell’UE per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia, raccomanda lo sviluppo graduale delle reti, in linea con la domanda reale. L’Agenzia chiede di allineare i progetti all’evoluzione del mercato per ridurre il rischio di attività utilizzate in misura insufficiente. L’identificazione di un deficit in un modello deve essere seguita dalla valutazione delle soluzioni e dei relativi costi, senza trasformare automaticamente ogni gasdotto proposto in un investimento giustificato.
ENTSOG raccoglie osservazioni sul progetto di rapporto e sui documenti accompagnatori fino al 30 ottobre 2026. Per la Romania, il confronto tra la configurazione simulata, i progetti di Transgaz e il fabbisogno dei futuri utenti può indicare quali collegamenti meritino ulteriori valutazioni. Il rapporto finale sarà preparato dopo la consultazione e seguirà le fasi di analisi istituzionale annunciate da ENTSOG. I risultati attuali restano condizionati dalle ipotesi e dall’infrastruttura utilizzate nel progetto sottoposto a consultazione.
https://2eu.brussels/ro/news/romania-apare-fara-interconectari-de-hidrogen-in-scenariul-european-pentru-2050