L’analisi del CEPS esamina 30 iniziative locali e regionali, tra cui il progetto CARDIOSCOPE del 2020–2021. I suoi organizzatori hanno riferito di aver formato 300 operatori sanitari e di aver incluso 1.000 persone in un programma pilota di screening.
La cooperazione Iași–Ungheni è presentata in un recente rapporto per il Comitato europeo delle Regioni come esempio di organizzazione della prevenzione e dell’assistenza cardiovascolare a livello locale. L’analisi, disponibile sul sito delle pubblicazioni dell’UE dall’8 ottobre 2026, riunisce pratiche attraverso le quali le autorità e i professionisti sanitari possono avvicinare i servizi alle comunità. Il caso romeno-moldavo riguarda il progetto CARDIOSCOPE, realizzato nel 2020–2021.
In breve
Il rapporto analizza 30 iniziative, dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce all’assistenza delle persone che convivono con malattie cardiovascolari.
CARDIOSCOPE ha collegato la sezione di Iași dell’organizzazione professionale degli infermieri all’Ospedale distrettuale di Ungheni.
Nel 2021, gli organizzatori hanno riferito di aver formato 300 operatori sanitari e di aver incluso 1.000 persone nello screening.
I dati Eurostat per il 2023 mostrano un rapporto di 7,7 tra i tassi regionali estremi di mortalità per malattie circolatorie nell’UE.
Lo studio è stato realizzato dal Centro per gli studi politici europei (CEPS), su richiesta del Comitato europeo delle Regioni, e presentato sul sito del CEPS il 15 ottobre. Il documento inventaria politiche e pratiche locali, mentre le conclusioni appartengono agli autori. Di per sé, non rappresenta una decisione del Comitato né il lancio di un nuovo programma per i pazienti.
Le differenze territoriali spiegano l’interesse per iniziative di questo tipo. Secondo Eurostat, nel 2023 il tasso standardizzato di mortalità per malattie del sistema circolatorio è stato di 1.014,9 decessi ogni 100.000 abitanti nella regione bulgara di Severozapaden, contro 132,1 nell’Île-de-France, la regione della capitale francese. Il rapporto tra i due valori è di circa 7,7. L’aggiustamento per età consente di confrontare popolazioni con strutture diverse e non deve essere confuso con il numero assoluto dei decessi.
La prevenzione implica sia l’individuazione dei fattori di rischio sia la possibilità di intervenire su di essi. L’Organizzazione mondiale della sanità indica tra i fattori modificabili il fumo, l’alimentazione non sana, l’inattività fisica, il consumo nocivo di alcol e l’inquinamento atmosferico. La pressione arteriosa elevata, la glicemia e i lipidi nel sangue possono essere valutati nell’assistenza primaria, affinché le persone a rischio ricevano cure adeguate.
Il rapporto CEPS organizza i 30 esempi in tre ambiti: prevenzione, diagnosi precoce e vita con la malattia. Gli autori raccomandano servizi adattati alle esigenze locali, il coinvolgimento delle comunità, la collaborazione tra istituzioni e la valutazione degli effetti. Il repertorio illustra possibili soluzioni, senza costituire uno studio clinico comparativo sull’efficacia di tutti i programmi.
CARDIOSCOPE è stato coordinato dalla sezione di Iași dell’Ordine degli infermieri generici, delle ostetriche e degli infermieri della Romania, in partenariato con l’Ospedale distrettuale di Ungheni, nella Repubblica di Moldova. Il progetto è stato finanziato attraverso il Programma operativo comune Romania–Repubblica di Moldova 2014–2020, con il sostegno dello Strumento europeo di vicinato. Le attività miravano a creare un quadro comune per lo screening, il monitoraggio e l’assistenza cardiovascolare nella contea di Iași e nel distretto di Ungheni.
Nel comunicato finale del 18 giugno 2021, i beneficiari hanno annunciato che 300 operatori sanitari avevano partecipato alla formazione teorica e pratica. Hanno inoltre riferito l’inclusione di 1.000 persone nel programma pilota di screening. Dopo la valutazione, i partecipanti hanno ricevuto informazioni sui rischi individuati, sul punteggio di rischio e raccomandazioni sull’adozione di uno stile di vita sano.
Queste cifre sono presentate come attività realizzate nel comunicato dei beneficiari, citato dal recente rapporto. La documentazione iniziale prevedeva la formazione di 100 medici e 200 infermieri, mentre il comunicato finale riferisce complessivamente di 300 operatori formati. Il numero delle persone valutate o formate, da solo, non misura l’effetto del progetto sulla mortalità né il numero di malattie prevenute.
I partner hanno annunciato anche la realizzazione di strumenti per l’attività medica, tra cui una metodologia di valutazione del rischio, mappe dei rischi, protocolli di screening e monitoraggio, materiali formativi e una guida alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Una strategia comune e un accordo istituzionale miravano a utilizzare ed estendere i risultati della rete dopo la conclusione del progetto.
Per gli autori del rapporto, la lezione di questo caso è il legame tra la collaborazione istituzionale e gli strumenti pratici disponibili ai medici di famiglia e agli infermieri. Raccomandano di integrare la diagnosi precoce nell’assistenza ordinaria e di formalizzare la collaborazione, affinché le risorse sviluppate attraverso un progetto possano essere utilizzate anche in seguito. Il rapporto non offre tuttavia una valutazione della continuità dei servizi CARDIOSCOPE nel 2026.
Separatamente dallo studio del CEPS, il Comitato europeo delle Regioni ha adottato all’unanimità, il 13 ottobre 2026, un parere sul piano europeo per la salute cardiovascolare. Il documento, il cui relatore è Carmine Pacente, consigliere comunale di Milano, chiede un ruolo maggiore per le autorità locali e regionali nella prevenzione e nell’accesso alle cure. Si tratta di una posizione consultiva, che non rilancia il progetto Iași–Ungheni né gli assegna di per sé nuovi finanziamenti.
L’esempio CARDIOSCOPE porta nel dibattito attuale l’esperienza di un progetto concluso nel 2021. Il contributo del recente rapporto consiste nel mettere tali pratiche a disposizione di altre comunità e nel raccomandarne l’adattamento e la valutazione. L’attuale disponibilità di un servizio di screening per i pazienti resta distinta dall’inclusione del progetto in questo repertorio.
https://2eu.brussels/ro/news/studiul-european-despre-bolile-cardiovasculare-prezinta-cooperarea-iasi-ungheni
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