Il commissario vuole che i negoziati di bilancio mantengano le garanzie relative allo Stato di diritto e alla Carta dei diritti fondamentali, insieme alle riforme assunte nei piani nazionali e regionali. La proposta prevede procedure distinte per il blocco dei pagamenti, mentre le regole definitive non sono ancora state adottate.
Michael McGrath sostiene il mantenimento, nel futuro bilancio dell’UE, di condizioni che rendano l’accesso ai fondi dipendente dal rispetto dello Stato di diritto e dalla realizzazione delle riforme assunte dagli Stati. Il commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori ha difeso le due componenti della proposta della Commissione per il periodo 2028–2034, attualmente in fase di negoziato, richiamando l’esperienza dei piani di ripresa come argomento a favore dell’uso dei finanziamenti europei per sostenere le riforme.
In breve
1.McGrath difende due componenti della proposta per il futuro bilancio: il rispetto dello Stato di diritto e della Carta dei diritti fondamentali e l’associazione delle riforme agli investimenti. Chiede che siano mantenute nei negoziati.
2.I piani includerebbero traguardi e obiettivi per riforme e investimenti, con importi corrispondenti alle fasi completate. L’ottenimento dei finanziamenti dipenderebbe quindi da impegni concreti.
3.L’attuale regolamento sulla condizionalità continuerebbe a proteggere il bilancio dell’UE, sulla base di un nesso sufficientemente diretto con i rischi finanziari. Le garanzie dei piani sarebbero aggiuntive.
4.Il commissario richiama l’esperienza della ripresa come argomento a favore delle riforme. Il regolamento dei futuri piani è tuttavia ancora in iter legislativo e la sua dichiarazione non modifica le condizioni dei pagamenti correnti.
La posizione è stata presentata il 15 settembre, durante lo scambio di opinioni con il gruppo di monitoraggio della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali della commissione LIBE del Parlamento europeo. Alla domanda su quanto fermamente avrebbe difeso queste condizioni nei negoziati di bilancio, McGrath ha dichiarato che avrebbe sostenuto il mantenimento della proposta. Ha distinto tra il rispetto orizzontale dello Stato di diritto e della Carta dei diritti fondamentali e l’associazione di alcune riforme agli investimenti previsti dai piani di partenariato nazionali e regionali.
I piani riunirebbero fondi gestiti dagli Stati e dalle regioni in una strategia comune, con la politica di coesione e l’agricoltura al centro. La Commissione propone che le autorità nazionali, regionali e locali, insieme ad altri partner, partecipino alla loro preparazione e attuazione. Il rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto costituirebbe sia una condizione per gli investimenti sia un obiettivo delle riforme finanziate.
La componente delle riforme funzionerebbe attraverso traguardi e obiettivi stabiliti nei piani. Le misure di riforma e di investimento avrebbero fasi da completare per ottenere i pagamenti, mentre la decisione di finanziamento specificherebbe l’importo corrispondente a ciascuna fase. Il Consiglio approverebbe il piano su proposta della Commissione. L’analisi del Servizio di ricerca del Parlamento europeo descrive un modello ispirato alle condizioni di pagamento dei piani di ripresa.
Le condizioni orizzontali dovrebbero essere rispettate per tutta la durata dell’attuazione. Qualora ne constatasse l’inosservanza, la Commissione notificherebbe lo Stato, che avrebbe due mesi per presentare osservazioni e adottare misure correttive. La decisione individuerebbe le misure interessate, tenendo conto dell’impatto finanziario e delle caratteristiche della violazione. I relativi pagamenti rimarrebbero bloccati fino al soddisfacimento della condizione.
L’autorità che deciderebbe è diversa nelle due procedure. Per la Carta dei diritti fondamentali deciderebbe la Commissione; per la condizione relativa allo Stato di diritto, il Consiglio, su proposta della Commissione. La differenza è evidenziata dalla Corte dei conti europea.
L’articolo 67 consentirebbe separatamente la sospensione dei pagamenti per traguardi o obiettivi non raggiunti o per progressi annullati. Lo Stato potrebbe presentare osservazioni prima della sospensione.
L’attuale regolamento sulla condizionalità di bilancio continuerebbe ad applicarsi all’intero bilancio dell’UE. Esso richiede un nesso sufficientemente diretto tra la violazione dello Stato di diritto e il pregiudizio o il grave rischio per il bilancio. La Commissione propone le misure e il Consiglio decide; lo strumento può essere utilizzato quando altre procedure non proteggerebbero i fondi in modo più efficace. Le nuove garanzie previste dai piani integrerebbero tale regolamento.
McGrath ritiene che il modello della ripresa abbia funzionato bene nel complesso e abbia favorito riforme attese da tempo. La sua valutazione non elimina tuttavia le domande relative alla verifica dei futuri pagamenti. La Corte dei conti osserva che la proposta si basa sulle dichiarazioni degli Stati riguardo al raggiungimento dei traguardi, senza la trasmissione delle prove giustificative e senza una loro valutazione da parte della Commissione prima del pagamento, a differenza del meccanismo di ripresa. Gli auditor chiedono una verifica sulla base di prove sufficienti prima dell’erogazione dei fondi.
Le regole restano aperte ai negoziati. Il fascicolo legislativo del fondo che sosterrebbe i piani è in attesa della decisione delle commissioni parlamentari, secondo l’Osservatorio legislativo del Parlamento. La dichiarazione di McGrath esprime ciò che la Commissione vuole mantenere nell’accordo finale; non introduce nuove condizioni per i pagamenti correnti e non stabilisce la forma in cui il Parlamento e il Consiglio adotteranno il regolamento.
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