La Commissione europea ha trasferito alla Repubblica di Moldova la terza tranche del Piano di crescita, dopo aver valutato come completate 18 riforme in settori quali economia, mercato del lavoro, energia e buona governance. Con il nuovo pagamento, l’importo messo a disposizione del Paese attraverso il meccanismo raggiunge 661 milioni di EUR, a fronte del pacchetto complessivo di 1,9 miliardi di EUR per il periodo 2025–2027.
La Repubblica di Moldova riceve altri 157 milioni di EUR dal Piano di crescita dell’Unione europea, dopo che la Commissione europea ha valutato come completate 18 riforme associate al meccanismo. Il pagamento, annunciato nell’ambito del decimo Consiglio di associazione UE–Moldova, è la terza tranche del programma e porta a 661 milioni di EUR l’importo finora messo a disposizione del Paese.
In breve
La Commissione europea ha trasferito alla Repubblica di Moldova una nuova tranche di 157 milioni di EUR dal Piano di crescita.
Il pagamento segue la valutazione positiva di 18 riforme in tutti e sette i settori dell’agenda sostenuta dal meccanismo.
L’importo totale messo a disposizione della Moldova attraverso il Piano di crescita raggiunge così 661 milioni di EUR.
Il programma ha un valore complessivo di 1,9 miliardi di EUR per il periodo 2025–2027 ed è subordinato alla realizzazione delle riforme concordate.
Il finanziamento mira ad avvicinare l’economia moldava al mercato unico e a preparare il Paese all’adesione all’Unione europea.
Le 18 riforme valutate positivamente riguardano tutte e sette le componenti del Piano di crescita. Riguardano lo sviluppo del settore privato, la resilienza economica, la governance economica, la coesione sociale e il mercato del lavoro, l’energia, la transizione verde e la buona governance. La struttura del meccanismo lega l’erogazione successiva dei finanziamenti al completamento di tappe dell’agenda di riforma, pertanto i pagamenti non vengono concessi automaticamente all’inizio del programma.
La nuova tranche rappresenta un pagamento effettivo di 157 milioni di EUR, non soltanto una somma annunciata per una fase successiva. La Commissione precisa tuttavia che il totale di 661 milioni di EUR rappresenta l’importo «messo a disposizione» della Moldova attraverso il Piano finora, formulazione che va distinta dalla spesa integrale dei fondi da parte delle autorità o dei beneficiari finali.
Il Piano di crescita per la Repubblica di Moldova è stato proposto dalla Commissione nell’ottobre 2024 e copre il periodo 2025–2027. Con un valore di 1,9 miliardi di EUR, il pacchetto è il più grande programma di sostegno finanziario dell’UE concepito finora per il Paese e mira simultaneamente a finanziare gli investimenti, accelerare le riforme e avvicinare gradualmente la Moldova al mercato unico europeo.
Il meccanismo opera attraverso lo Strumento per le riforme e la crescita, il che significa che i progressi nell’agenda delle riforme sono direttamente collegati all’accesso ai finanziamenti. In pratica, la Commissione verifica il completamento delle tappe e delle condizioni associate a una tranche prima di autorizzare il pagamento. Le 18 riforme ora confermate hanno consentito di effettuare il terzo pagamento.
La commissaria europea per l’allargamento, Marta Kos, ha presentato la nuova tranche come un riconoscimento dei progressi della Repubblica di Moldova. «Il pagamento di oggi è un riconoscimento dell’impegno della Moldova a favore delle riforme e della sua determinazione ad avanzare sulla strada verso l’UE», ha dichiarato, aggiungendo che il sostegno finanziario europeo dovrebbe produrre effetti concreti per i cittadini.
I fondi fanno parte di una strategia più ampia con cui l’UE cerca di offrire benefici economici prima dell’effettiva adesione. Il Piano mira a migliorare l’accesso della Moldova al mercato unico, sviluppare il settore privato, aumentare la competitività e rafforzare le istituzioni, mentre il processo formale di adesione procede separatamente attraverso i negoziati e le riforme previste dal quadro dell’allargamento.
Il nuovo pagamento arriva pochi giorni dopo che i funzionari europei hanno evidenziato gli effetti già visibili dell’integrazione economica. La partecipazione della Repubblica di Moldova alla SEPA ha ridotto i costi dei trasferimenti in euro, mentre l’integrazione in altre componenti del mercato europeo si estende alle telecomunicazioni, all’energia e alle infrastrutture finanziarie. Questi benefici non sostituiscono tuttavia gli obblighi del processo di adesione né le condizioni associate al Piano di crescita.
La Commissione afferma che il meccanismo è destinato a sostenere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro attraverso una combinazione di finanziamenti e riforme strutturali. I settori valutati ora mostrano che il programma non è limitato agli investimenti fisici, poiché la condizionalità comprende anche il funzionamento dell’amministrazione, la governance economica, le politiche sociali e la qualità delle istituzioni.
L’attuale sostegno si aggiunge ai fondi assegnati alla Repubblica di Moldova negli ultimi anni attraverso altri strumenti europei. Tra il 2021 e il 2025, l’UE ha destinato al Paese oltre 1,2 miliardi di EUR sotto forma di sovvenzioni, secondo la Commissione. Il finanziamento ha incluso il sostegno al bilancio per la sicurezza energetica e la transizione verso l’energia pulita, misure destinate alle famiglie colpite dall’aumento delle bollette elettriche e assistenza per la riforma del settore giudiziario.
La Commissione indica circa 1,2 milioni di famiglie che hanno beneficiato di misure europee destinate a compensare gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’elettricità. Questo finanziamento rientra nel sostegno concesso nel periodo 2021–2025 e non deve essere confuso con gli 1,9 miliardi di EUR del nuovo Piano di crescita.
Il pagamento dei 157 milioni di EUR segna quindi una nuova fase nell’attuazione del meccanismo basato sulle riforme. Del pacchetto complessivo di 1,9 miliardi di EUR, 661 milioni di EUR sono stati finora messi a disposizione della Repubblica di Moldova, mentre l’accesso alle tranche successive continuerà a dipendere dal completamento delle tappe stabilite nell’agenda concordata con l’Unione europea.
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