La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, afferma che il rincaro dell’energia non determina automaticamente un aumento dei tassi, poiché la BCE valuta anche gli effetti sulla crescita economica e sui consumi. Alla conferenza stampa dell’Eurogruppo a Dublino, ha difeso un approccio basato sulle singole riunioni, senza indicare la prossima decisione sui tassi.
In breve, Lagarde afferma che i tassi non seguono meccanicamente i prezzi dell’energia. La BCE tiene conto anche dell’impatto sui consumi e sulla crescita, mantenendo l’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine. L’aumento deciso il 10 settembre è stato di 0,25 punti percentuali. Il tasso sui depositi è arrivato al 2,50%, con applicazione dal 16 settembre. La presidente della BCE non ha confermato che i nuovi rincari abbiano spinto l’economia verso lo scenario avverso. Ha ribadito che le decisioni si basano sui dati, riunione per riunione, senza alcun impegno riguardo alla prossima mossa.
La spiegazione arriva dopo che il Consiglio direttivo ha deciso, il 10 settembre, di aumentare di 25 punti base, pari a 0,25 punti percentuali, tutti e tre i tassi di riferimento. Dal 16 settembre, il tasso sui depositi è del 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali del 2,65% e quello sul rifinanziamento marginale del 2,90%.
A Dublino, Lagarde ha presentato l’aumento come necessario per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine. Allo stesso tempo, ha spiegato che il rapporto tra prezzi dell’energia e tassi non è meccanico. L’energia influenza i prezzi, ma ha conseguenze anche sull’attività economica e sui consumi, che la banca considera nelle proprie decisioni.
La persistenza dello shock è una delle questioni monitorate dalla BCE. Nella valutazione presentata il 10 settembre, la banca afferma che, quanto più a lungo l’energia rimane costosa, tanto maggiore è il rischio che i suoi effetti si trasmettano all’inflazione più ampia. Al contrario, una domanda più debole, influenzata dalla volatilità dei mercati finanziari e dall’avversione al rischio, potrebbe ridurre l’inflazione.
Le proiezioni degli esperti della BCE di settembre stimano un’inflazione media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. Lo scenario di base presuppone tuttavia il venir meno dello shock energetico, un’ipotesi definita dal documento molto incerta. Un rincaro più forte e persistente potrebbe determinare un’inflazione più elevata e una crescita economica più debole rispetto allo scenario di base.
Interpellata sulla possibilità che il nuovo aumento dei prezzi del petrolio e del gas abbia già spinto l’economia verso lo scenario avverso, Lagarde non ha confermato questa interpretazione. Ha affermato che l’energia è una variabile importante nelle proiezioni e che la BCE aggiornerà la propria valutazione sulla base dei dati disponibili. La sua risposta lascia aperta la valutazione degli effetti dello shock, senza trasformare uno scenario di rischio in una previsione centrale.
La prudenza nell’annunciare la prossima decisione è esplicita anche nella precedente comunicazione ufficiale. «Non ci impegniamo in anticipo a seguire una determinata traiettoria dei tassi», ha dichiarato Lagarde alla conferenza sulla politica monetaria del 10 settembre. A Dublino ha ribadito la necessità di decidere a ogni riunione, in funzione dei dati, in un contesto di elevata incertezza.
Per quanto riguarda le obbligazioni, la presidente della BCE ha affermato che la banca non osserva movimenti disordinati sui mercati. Ha descritto gli sviluppi come un fenomeno globale, che interessa soprattutto le obbligazioni con scadenze più lunghe. La valutazione riguarda il funzionamento dei mercati e non rappresenta una promessa di riduzione dei rendimenti o dei costi di finanziamento.
L’intervento all’Eurogruppo non annuncia una nuova decisione di politica monetaria e non esclude ulteriori aumenti. Lagarde ha mantenuto l’impegno per un’inflazione del 2% nel medio termine, lasciando la risposta ai nuovi sviluppi dell’energia dipendente dalla valutazione economica delle prossime riunioni.
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