La Commissione Europea ha deciso mercoledì di deferire la Spagna alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per non aver trasposto nel diritto nazionale due direttive distinte riguardanti l'IVA, in un caso in cui l'esecutivo europeo richiede anche l'imposizione di sanzioni finanziarie. Secondo la Commissione, la Spagna è l'unico stato membro che non ha notificato la trasposizione di questi atti fino ad oggi.
In breve
La Commissione Europea ha deferito la Spagna alla CGUE per non aver trasposto due direttive riguardanti l'IVA. Il primo fascicolo riguarda il regime IVA applicabile alle piccole e medie imprese. Il secondo riguarda il luogo di prestazione, ai fini dell'IVA, per alcuni servizi forniti virtualmente e il regime speciale per beni di seconda mano, opere d'arte, oggetti da collezione e antiquariato. La Commissione avverte che la mancanza di trasposizione può generare doppia imposizione o non imposizione e può provocare distorsioni della concorrenza. La Spagna non ha notificato le misure di trasposizione nemmeno dopo le lettere di messa in mora e i pareri motivati del 2025.
La Commissione tratta il caso come un fascicolo di applicazione delle norme del mercato interno in materia di IVA. La posta in gioco è doppia: il corretto funzionamento del regime per le PMI e la coerenza delle regole applicabili a determinati servizi forniti virtualmente, così come al mercato dei beni di seconda mano e delle opere d'arte.
Il primo fascicolo riguarda la Direttiva (UE) 2020/285 del Consiglio, che ha introdotto modifiche sostanziali alle norme IVA applicabili alle piccole e medie imprese e mira a creare un regime modernizzato e semplificato per le PMI. La direttiva mira a ridurre i costi di conformità all'IVA per le PMI sia a livello nazionale che a livello dell'Unione, ridurre le distorsioni della concorrenza, diminuire l'effetto negativo delle soglie e facilitare la conformità delle imprese e il monitoraggio da parte delle amministrazioni fiscali.
La Commissione osserva che la Spagna ha indicato di non avere intenzione di applicare l'esenzione IVA per le PMI prevista dalla direttiva, poiché l'applicazione di tale esenzione è facoltativa per gli stati membri. Tuttavia, la Spagna doveva trasporre le disposizioni che consentono alle PMI stabilite sul suo territorio di applicare il regime di esenzione in altri stati membri. Affinché un'impresa stabilita in Spagna possa beneficiare di tale esenzione in un altro stato membro, deve prima registrarsi presso le autorità spagnole.
Il secondo fascicolo riguarda la Direttiva (UE) 2022/542 del Consiglio del 5 aprile 2022, che modifica le direttive esistenti riguardanti l'IVA in merito alle aliquote fiscali. La direttiva contiene diverse disposizioni obbligatorie relative, da un lato, al luogo di prestazione, ai fini dell'IVA, per alcuni servizi quando questi sono trasmessi o messi a disposizione in formato virtuale e, dall'altro, al regime speciale di IVA per beni di seconda mano, opere d'arte, oggetti da collezione e antiquariato.
La Commissione avverte che la mancanza di trasposizione delle norme riguardanti il luogo di prestazione crea il rischio di una doppia imposizione o di non imposizione, poiché gli altri 26 stati membri hanno trasposto la direttiva e applicheranno regole diverse. Allo stesso tempo, l'assenza di trasposizione delle misure relative al regime speciale di IVA per beni di seconda mano, opere d'arte, oggetti da collezione e antiquariato è suscettibile di provocare distorsioni della concorrenza.
La cronologia procedurale indica un fascicolo di infrazione giunto alla fase contenziosa. Tutti gli stati membri erano obbligati ad adottare e comunicare le misure nazionali necessarie per la trasposizione delle due direttive entro il 31 dicembre 2024. In assenza di notifica da parte della Spagna, la Commissione ha inviato due lettere di messa in mora il 31 gennaio 2025, seguite da pareri motivati il 17 luglio 2025. Secondo l'esecutivo europeo, la Spagna non ha ancora notificato la trasposizione delle due direttive.
In questo contesto, la Commissione ha deciso di deferire la causa alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e di richiedere l'imposizione di sanzioni finanziarie. La decisione segna il passaggio della procedura di infrazione alla fase giudiziaria, in cui la Corte può constatare il mancato adempimento degli obblighi e può decidere sanzioni.
Il caso ha rilevanza per il funzionamento del mercato interno, poiché il sistema IVA è uno dei settori più armonizzati della legislazione europea. Il regime per le PMI mira a ridurre gli oneri amministrativi per le piccole imprese e a facilitare la loro attività transfrontaliera. Le norme riguardanti i servizi forniti virtualmente e il regime speciale per beni di seconda mano e opere d'arte hanno il compito di prevenire l'applicazione non uniforme dell'IVA negli stati membri.
Il fatto che la Spagna sia l'unico stato membro che non ha notificato la trasposizione delle due direttive conferisce al fascicolo una dimensione istituzionale importante. Il deferimento alla Corte di Giustizia dell'UE segna la fase in cui la Commissione richiede non solo la constatazione del mancato adempimento degli obblighi, ma anche l'applicazione di sanzioni finanziarie.
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