La Commissione europea ha adottato un regolamento delegato in base al quale i grandi centri dati nell’Unione europea saranno valutati ed etichettati in funzione dell’efficienza energetica, del consumo di acqua e del contributo al sistema energetico. Le prime etichette sono previste per il 2027, dopo l’esame del regolamento da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.
Lo schema si applica principalmente agli impianti con una potenza di almeno 500 kW. L’etichetta includerà due classificazioni, dalla A alla G, per l’efficienza energetica e l’uso dell’acqua, oltre a informazioni sulle fonti di energia, sulla flessibilità dei consumi e sulla predisposizione al riutilizzo del calore residuo. I dati saranno comunicati dagli operatori, mentre le etichette saranno generate automaticamente e pubblicate in una banca dati europea.
La Commissione stima che i centri dati abbiano consumato 68 TWh di elettricità nel 2024 e che i consumi possano raggiungere 114 TWh nel 2030, a causa dell’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’UE punta a triplicare la capacità dei centri dati nei prossimi cinque-sette anni, aumentando potenzialmente la pressione sulle reti e sulle risorse idriche.
Il regolamento mira a consentire il confronto tra impianti simili e a stimolare gli investimenti nell’efficienza, senza imporre per il momento standard minimi obbligatori. A tal fine, la Commissione organizza una consultazione fino al 14 dicembre 2026, mentre una proposta legislativa è prevista per il secondo trimestre del 2027.
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