I leader del G7 hanno concordato il rilascio coordinato di 100 milioni di barili attraverso l’Agenzia internazionale dell’energia nei prossimi quattro mesi, in un intervento volto a ridurre le pressioni sull’approvvigionamento e sui mercati energetici. Una parte sostanziale della risposta relativa al diesel sarà concentrata nei primi 20 giorni, mentre gli Stati del G7 cercheranno simultaneamente di evitare l’arresto contemporaneo di alcune raffinerie e di aumentare, ove possibile, l’utilizzo delle capacità esistenti.
In breve
Il G7 ha concordato il rilascio coordinato attraverso l’AIE di 100 milioni di barili nell’arco di quattro mesi, con effetto immediato.
Una parte sostanziale dei rilasci di diesel sarà concentrata nei primi 20 giorni, ma la dichiarazione non precisa il volume esatto.
I 100 milioni di barili sono legati all’attuazione degli impegni assunti nel marzo 2026, tenendo conto delle quantità già rilasciate, e non devono essere automaticamente presentati come 100 milioni di barili aggiuntivi.
Il G7 coordinerà i programmi di manutenzione delle raffinerie e chiede di evitare restrizioni alle esportazioni di energia tra i membri del gruppo.
L’AIE deve valutare l’impatto dell’intervento e presentare una relazione prima della scadenza del periodo iniziale di 20 giorni.
La decisione è stata presa nell’ambito di una riunione virtuale dei leader del G7 convocata dalla Francia, che detiene la presidenza del gruppo nel 2026. La dichiarazione congiunta descrive un mercato del petrolio caratterizzato da un’elevata volatilità e presta particolare attenzione ai prodotti raffinati, in primo luogo al diesel, dove i problemi di approvvigionamento sono più acuti rispetto al greggio. I leader affermano che l’obiettivo dell’intervento è stabilizzare la disponibilità di energia e limitare gli effetti degli shock dei prezzi sulle famiglie e sulle imprese.
Il volume di 100 milioni di barili deve essere letto nel contesto di un intervento più ampio avviato a marzo. L’AIE indica che i suoi membri avevano allora concordato un’azione collettiva di 400 milioni di barili, e che circa 325 milioni erano già stati rilasciati entro la riunione del G7 del 2 ottobre. La nuova dichiarazione chiede l’attuazione immediata e integrale degli impegni di marzo e precisa che i 100 milioni di barili saranno mobilitati tenendo conto di quanto già realizzato. I documenti disponibili non giustificano, pertanto, la presentazione dell’intera quantità come una nuova riserva aggiunta ai 400 milioni di barili precedentemente concordati.
Il diesel occupa un posto distinto nell’intervento. Il G7 parla di un rilascio sostanziale concentrato all’inizio del periodo, nei primi 20 giorni, ma non precisa quanti dei 100 milioni di barili saranno costituiti da prodotti raffinati né quale quantità proverrà da ciascuno Stato. I leader lasciano inoltre aperta la possibilità di ulteriori rilasci di diesel, da discutere in seno all’AIE qualora la situazione del mercato lo richieda.
L’AIE ritiene che le tensioni attuali siano alimentate soprattutto dalle difficoltà nel mercato dei prodotti raffinati. Secondo l’agenzia, le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno registrato una significativa ripresa, ma i flussi di prodotti raffinati rimangono limitati e i problemi nelle raffinerie hanno mantenuto il mercato del diesel sotto pressione. Il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha partecipato alla riunione dei leader e ha presentato un aggiornamento sull’azione collettiva iniziata a marzo.
Nell’Unione europea, la Commissione ha discusso lo stesso giorno la situazione del diesel con i rappresentanti degli Stati membri nell’ambito del gruppo di lavoro per la sicurezza dell’Unione dell’energia. La valutazione trasmessa dopo la riunione è stata che l’approvvigionamento di diesel dell’UE rimaneva per il momento stabile, mentre i prezzi si mantenevano elevati a causa delle tensioni sul mercato mondiale. La Commissione ha precisato che eventuali rilasci dalle scorte sono coordinati attraverso i meccanismi dell’AIE, mentre il gruppo europeo ha principalmente il compito di coordinare la risposta politica degli Stati membri.
L’intervento non si limita alle scorte strategiche. Il G7 vuole coordinare i periodi di manutenzione delle raffinerie per evitare l’arresto simultaneo di capacità importanti e chiede di aumentare temporaneamente il grado di utilizzo laddove ciò sia possibile. Il gruppo intende inoltre discutere con Stati al di fuori del G7 che dispongono di importanti capacità di raffinazione, nel tentativo di aumentare l’offerta globale di prodotti raffinati.
Un’altra componente riguarda il commercio. I leader ribadiscono che gli Stati del G7 non dovrebbero introdurre restrizioni alle esportazioni di energia e prodotti energetici tra loro e chiedono ai produttori di evitare divieti che potrebbero aggravare le tensioni esistenti. La misura mira a impedire un’ulteriore frammentazione del mercato in un periodo in cui l’approvvigionamento di prodotti raffinati è già più difficile.
La dichiarazione collega le tensioni energetiche anche alla situazione in Medio Oriente e alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il G7 chiede il pieno ripristino della libertà di navigazione attraverso lo stretto, uno dei principali corridoi per il trasporto mondiale di energia, e afferma che continuerà gli sforzi per mantenere i flussi commerciali. Parallelamente, il gruppo precisa che le sanzioni contro la Russia saranno mantenute, mentre i membri coopereranno con l’AIE e altri partner per limitare gli effetti sui mercati dei combustibili, del gas e delle materie prime.
All’AIE è stato affidato il compito di monitorare sia l’attuazione dei rilasci sia il loro effetto sulla sicurezza energetica e sulla stabilità del mercato. Il G7 chiede una relazione prima della conclusione del periodo iniziale di 20 giorni, che includa anche raccomandazioni sulle eventuali fasi successive e sul ricostituzione delle scorte utilizzate.
L’annuncio non dimostra che i prezzi dei carburanti diminuiranno di una determinata entità o entro un determinato intervallo di tempo. Il rilascio delle riserve può aumentare l’offerta disponibile e ridurre parte della pressione sul mercato, ma i prezzi finali dipendono anche dalla produzione delle raffinerie, dai trasporti, dalla domanda globale, dai tassi di cambio, dalla tassazione e dagli sviluppi geopolitici. Il G7 presenta l’intervento come uno strumento per stabilizzare il mercato, non come una garanzia sui prezzi alla pompa.
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