Il caso dell'ex eurodeputato greco Stelios Kouloglou ha riportato Pegasus all'ordine del giorno dell'assemblea del Parlamento Europeo, dopo che The Left e Greens/EFA hanno chiesto un dibattito a seguito delle informazioni secondo cui sarebbe stato infettato da spyware nel periodo in cui faceva parte della commissione PEGA. The Left afferma che la richiesta di dibattito è stata adottata con una maggioranza di sole otto voti.
In breve
Stelios Kouloglou, ex eurodeputato di The Left, è stato identificato come vittima di Pegasus nel periodo in cui era membro della commissione PEGA. La commissione PEGA indagava sull'uso di Pegasus e di altri programmi spyware in Europa. The Left e Greens/EFA hanno chiesto un dibattito in plenaria del Parlamento Europeo questa settimana. The Left afferma che il dibattito è stato inserito nell'ordine del giorno con otto voti di differenza. Il gruppo chiede indagini in Grecia, Belgio e a livello UE, responsabilità per i coinvolti e regole vincolanti contro lo spyware malevolo.
Il legame diretto tra il caso Kouloglou e ciò che ha fatto il Parlamento Europeo questa settimana è procedurale e politico: le informazioni sull'infezione del suo telefono sono state il motivo invocato da The Left e Greens/EFA per chiedere il dibattito in plenaria. Non risulta dalle fonti disponibili che il Parlamento abbia riaperto formalmente l'inchiesta PEGA, creato una nuova commissione o adottato una nuova risoluzione.
Stelios Kouloglou è stato membro della commissione PEGA, la struttura di indagine del Parlamento Europeo che ha esaminato l'uso di Pegasus e di altri programmi spyware negli Stati membri. Nel 2023, il Parlamento ha adottato il rapporto e le raccomandazioni della commissione PEGA, e The Left ricorda che gli eurodeputati hanno condannato allora l'uso illegale dello spyware da parte dei governi in Polonia, Ungheria, Grecia e Spagna.
Citizen Lab ha pubblicato il 3 luglio 2026 un'analisi secondo cui il telefono di Kouloglou è stato infettato da Pegasus nel periodo in cui lavorava nella commissione PEGA. I ricercatori affermano che gli aggressori avrebbero potuto avere accesso a documenti riservati e deliberazioni della commissione.
Reuters ha riferito che il telefono dell'ex eurodeputato sarebbe stato compromesso almeno tre volte tra ottobre 2022 e marzo 2023, e Citizen Lab non ha identificato pubblicamente chi ha usato Pegasus contro Kouloglou. Wired ha scritto che questo è il primo caso noto in cui un membro della commissione PEGA è stato identificato come vittima di Pegasus mentre faceva parte della commissione.
Il caso è sensibile per il Parlamento poiché la persona coinvolta faceva parte proprio della commissione che indagava sugli abusi con spyware. Se un membro della commissione è stato infettato durante l'inchiesta, la questione non riguarda più solo il diritto individuale alla vita privata, ma anche la protezione dell'attività parlamentare, la riservatezza dei documenti e l'indipendenza di una commissione d'inchiesta.
The Left afferma di aver chiesto il dibattito insieme a Greens/EFA dopo queste informazioni. Il gruppo critica EPP, PfE, ECR e ESN, riguardo ai quali afferma che non hanno sostenuto l'inserimento dell'argomento nell'ordine del giorno dell'assemblea.
Elena Kountoura, eurodeputata di Syriza dalla Grecia, ha affermato che la difesa dei membri del Parlamento dalle ingerenze è legata all'indipendenza delle commissioni d'inchiesta e alla credibilità del Parlamento Europeo. Ha chiesto un'indagine completa da parte delle autorità competenti in Grecia, Belgio e Unione Europea, la responsabilità dei responsabili e l'adozione di misure vincolanti per vietare lo spyware malevolo in Europa.
Pegasus è un programma spyware sviluppato dal NSO Group. I resoconti sul caso Kouloglou sottolineano che tali strumenti possono compromettere telefoni e fornire accesso a dati, comunicazioni e funzioni del dispositivo senza che l'utente si accorga dell'attacco.
The Left sostiene che programmi come Pegasus non possono essere compatibili con i diritti fondamentali e chiede alla Commissione Europea e al Consiglio di agire. Il gruppo richiede conseguenze più severe per gli Stati membri e una legislazione urgente che regoli rigorosamente lo spyware, in linea con le richieste della commissione PEGA.
Il caso Kouloglou mette nuovamente pressione sulle istituzioni UE dopo il rapporto PEGA del 2023. La questione centrale è se l'Unione possa imporre regole efficaci quando lo spyware viene utilizzato contro politici, giornalisti o persone coinvolte in indagini pubbliche, anche all'interno del Parlamento Europeo.
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