Un policy alert dell’European Council on Foreign Relations raccomanda maggiori risorse per Aspides e Atalanta, comprese capacità antidroni e di sminamento. L’ONU conferma l’intensificarsi dei combattimenti sulla costa occidentale dello Yemen, ma indica che i flussi commerciali attraverso il Mar Rosso sembravano ancora non प्रभावितati a metà settembre.
L’avanzata houthi sulla costa occidentale dello Yemen verso lo Stretto di Bab al-Mandab aumenta la pressione su una rotta marittima che l’Unione europea sta già cercando di proteggere attraverso le operazioni navali Aspides e Atalanta. Julien Barnes-Dacey, Cinzia Bianco ed Ellie Geranmayeh, ricercatori dell’European Council on Foreign Relations, raccomandano un rapido aumento delle risorse di queste missioni, comprese capacità per il contrasto dei droni e per le operazioni di sminamento. Le proposte compaiono in un policy alert degli autori e non rappresentano una decisione dell’UE.
In breve
1.Gli autori dell’ECFR raccomandano di rafforzare EUNAVFOR Aspides e Atalanta con risorse aggiuntive per proteggere la navigazione, compresi mezzi antidroni e di sminamento, sullo sfondo del deterioramento della situazione di sicurezza nello Yemen e nel Mar Rosso.
2.L’ONU ha riferito dell’intensificarsi dei combattimenti sulla costa occidentale dello Yemen e del proseguimento dell’avanzata houthi verso Bab al-Mandab, comprese informazioni sulla cattura di alcune isole nel Mar Rosso meridionale. Al momento della valutazione, tuttavia, i flussi commerciali attraverso il Mar Rosso sembravano ancora non interessati.
3.I leader dell’UE avevano già chiesto a giugno di rafforzare Aspides nei limiti del suo mandato e di ridurre la vulnerabilità europea alle perturbazioni nello Stretto di Hormuz, anche attraverso la diversificazione delle rotte di approvvigionamento energetico.
4.La pressione sulla navigazione è regionale. L’Organizzazione marittima internazionale ha verificato fino al 16 settembre 80 attacchi contro il trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz e nelle zone circostanti, che hanno causato almeno 22 morti tra i marittimi, e ha confermato la ripresa degli attacchi nel Mar Rosso.
La situazione a Bab al-Mandab è peggiorata man mano che i combattimenti nello Yemen si sono avvicinati allo stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. Khaled Khiari, sottosegretario generale aggiunto dell’ONU, ha informato il Consiglio di sicurezza che i combattimenti si erano intensificati sulla costa occidentale e che le forze houthi continuavano la loro avanzata verso lo stretto e avrebbero assunto il controllo di diverse isole nel Mar Rosso meridionale. L’ONU precisava tuttavia che i dati di monitoraggio marittimo non indicavano ancora una riduzione dei flussi commerciali attraverso il Mar Rosso.
Questa distinzione è importante per la valutazione del rischio. L’avanzata militare e le minacce alla navigazione aumentano la vulnerabilità della rotta, ma non equivalgono a un blocco di Bab al-Mandab. L’ECFR si spinge oltre nella sua valutazione e ritiene che gli sviluppi nello Yemen possano compromettere la rotta utilizzata per il trasporto energetico saudita in un momento in cui la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è già perturbata. Gli autori collocano così i due stretti all’interno dello stesso problema europeo di sicurezza marittima ed energetica.
Il rischio associato a Hormuz figura già nella posizione ufficiale dell’UE. Alla riunione del Consiglio europeo di giugno, i leader dei 27 hanno chiesto di rafforzare EUNAVFOR Aspides nei limiti del suo mandato e hanno affermato che l’Unione deve ridurre la vulnerabilità globale allo Stretto di Hormuz, anche attraverso la diversificazione delle rotte di approvvigionamento energetico. La stessa riunione ha sostenuto il proseguimento degli sforzi diplomatici per una soluzione negoziata tra Stati Uniti e Iran.
Aspides ha un mandato difensivo. L’operazione può scortare e proteggere le navi, mantenere un quadro della situazione marittima e rispondere agli attacchi contro le navi nei limiti del mandato e del diritto internazionale. Il Consiglio dell’UE ne ha prorogato il mandato fino al 28 febbraio 2027, con un importo di riferimento finanziario di quasi 15 milioni di euro per i costi comuni del periodo marzo 2026–febbraio 2027.
A marzo, il Consiglio ha ampliato alcune delle funzioni di Aspides e Atalanta. Entrambe le operazioni possono raccogliere e distribuire informazioni sulle attività sospette intorno alle infrastrutture sottomarine critiche, mentre Aspides può cooperare con la guardia costiera yemenita e partecipare all’addestramento delle forze marittime di Gibuti. Il Consiglio ha sottolineato allora anche la necessità di contributi sostenuti in termini di mezzi, comprese le navi.
L’operazione continua effettivamente a scortare e proteggere il trasporto commerciale. Il Servizio europeo per l’azione esterna riferiva ad agosto che Aspides aveva assistito oltre 2.390 navi commerciali dal suo lancio e aveva fornito protezione ravvicinata a più di 720 navi. A settembre, la missione ha pubblicato nuovi esempi di navi commerciali che hanno attraversato il Mar Rosso sotto la sua protezione.
L’ECFR ritiene che l’attuale deterioramento della situazione giustifichi il potenziamento di queste capacità. Gli autori propongono maggiori risorse per la protezione del trasporto commerciale, mezzi di sminamento e difesa antidroni, nonché una cooperazione marittima più stretta con gli attori regionali. Raccomandano parallelamente che i governi europei sostengano gli sforzi diplomatici per ridurre il conflitto tra Stati Uniti e Iran, sostenendo che una nuova campagna militare nello Yemen non eliminerebbe da sola la capacità degli houthi di minacciare le rotte marittime.
Questa raccomandazione va oltre quanto deciso finora dall’UE. I mandati di Aspides e Atalanta sono stati prorogati e adeguati, e il Consiglio europeo ha chiesto di rafforzare Aspides, ma le proposte concrete dell’ECFR riguardo a nuove capacità e alla cooperazione regionale sono opzioni formulate dai tre autori. L’ECFR precisa che le sue pubblicazioni esprimono le opinioni degli autori e non una posizione collettiva dell’organizzazione.
Nel frattempo, la pressione sul trasporto marittimo rimane più ampia della situazione nello Yemen. L’Organizzazione marittima internazionale ha riferito che, dall’inizio del conflitto regionale, il 28 febbraio, fino al 16 settembre, aveva verificato 80 attacchi contro il trasporto internazionale nello Stretto di Hormuz e nelle zone circostanti, con almeno 22 marittimi uccisi. L’IMO ha confermato separatamente che gli attacchi nel Mar Rosso sono ripresi e che l’attacco houthi più recente menzionato dall’organizzazione, dell’11 agosto, ha causato quattro morti.
Per l’UE, la differenza tra l’aumento del rischio e l’interruzione effettiva del traffico rimane essenziale. I dati dell’ONU disponibili a metà settembre non indicavano un blocco dei flussi commerciali attraverso il Mar Rosso, ma l’avvicinamento dei combattimenti a Bab al-Mandab, gli attacchi alla navigazione nella regione e la pressione già esistente su Hormuz ripropongono la questione delle risorse di cui le missioni europee hanno bisogno per adempiere al loro mandato difensivo.
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