Eurojust annuncia misure preventive per altre quattro persone dopo l’operazione del 22 ottobre contro una rete sospettata di sfruttamento sessuale di donne in Germania. Nella fase iniziale, cinque persone sono state sottoposte a custodia cautelare, mentre due sono state poste sotto controllo giudiziario.
Altre quattro persone sono state sottoposte a misure preventive in Romania nell’indagine comune con la Germania riguardante una rete sospettata di traffico di donne a fini di sfruttamento sessuale, ha annunciato Eurojust il 6 novembre 2026. Le misure sono state adottate dopo l’operazione del 22 ottobre, durante la quale sono stati fermati sette sospettati e sono state effettuate 20 perquisizioni nei due Paesi. L’Agenzia non specifica il tipo di misura disposta per ciascuna delle quattro persone individuate successivamente.
In breve
Nella fase iniziale dell’indagine, cinque persone sono state sottoposte a custodia cautelare per 30 giorni, mentre due sono state poste sotto controllo giudiziario. Le misure annunciate successivamente per altre quattro persone non consentono di stabilire un totale di 11 persone in custodia cautelare.
Il gruppo avrebbe reclutato donne provenienti da contesti svantaggiati in Romania, anche simulando relazioni sentimentali, per sfruttarle sessualmente in Germania. Sono inoltre oggetto di indagine presunte operazioni di riciclaggio di denaro.
Il 22 ottobre sono state effettuate 16 perquisizioni ad Argeș e Costanza e quattro ad Augusta. L’indagine è condotta da una squadra investigativa comune romeno-tedesca, con il sostegno di Eurojust.
Le misure preventive non costituiscono condanne. Tutte le persone indagate beneficiano della presunzione di innocenza.
L’operazione iniziale è stata seguita da misure diverse per le sette persone fermate in Romania. Secondo la Polizia rumena, il 23 ottobre il Tribunale di Argeș ha disposto la custodia cautelare di cinque di loro per 30 giorni, mentre i procuratori hanno posto altre due persone sotto controllo giudiziario. L’aggiornamento di Eurojust riguarda altre quattro persone, senza indicare la data esatta, la durata o la natura di ciascuna misura.
La distinzione è importante perché le misure preventive previste dal Codice di procedura penale includono sia la custodia cautelare sia il controllo giudiziario. Quest’ultimo comporta l’obbligo di presentarsi davanti alle autorità e di informare in merito al cambio di domicilio; può essere accompagnato da altre restrizioni, ma non equivale alla detenzione.
Gli investigatori sostengono che il gruppo sarebbe stato costituito nel 2024 e organizzato sulla base di legami familiari. I membri avrebbero reclutato donne provenienti da contesti svantaggiati, le avrebbero trasportate in Germania e le avrebbero costrette a prostituirsi, appropriandosi dei loro guadagni. Due sospettati avrebbero utilizzato il cosiddetto metodo del „loverboy”: la simulazione di relazioni amorose per convincere le vittime a recarsi all’estero.
Secondo la Polizia rumena, i membri del gruppo avrebbero affittato abitazioni in Germania, organizzato il trasporto delle donne e pubblicato annunci online per attirare i clienti. Le vittime sarebbero state spostate periodicamente tra diverse località per rendere più difficile l’individuazione della rete.
Le indagini riguardano anche tre persone sospettate di riciclaggio del denaro proveniente dallo sfruttamento. Avrebbero ricevuto somme tramite servizi di trasferimento di denaro e ne avrebbero occultato l’origine, ritrasmettendole ad altre persone o utilizzandole per interessi personali. La Polizia menziona collegamenti con altri sospettati che avrebbero costretto otto vittime a prostituirsi; la cifra si riferisce a quella parte delle indagini e non è presentata come il numero totale delle vittime dell’intero procedimento.
Alle perquisizioni in Romania hanno partecipato agenti di polizia tedeschi e un rappresentante di Europol, mentre agenti rumeni si sono uniti alle squadre ad Augusta. L’indagine coinvolge i procuratori della DIICOT di Pitești e le strutture rumene per la lotta alla criminalità organizzata, insieme alla Procura di Augusta e alla polizia Schwaben-Nord in Germania.
Le autorità dei due Paesi hanno costituito, con il sostegno di Eurojust, una squadra investigativa comune. Questo strumento consente loro di scambiare direttamente informazioni e prove, coordinare le operazioni e partecipare ad attività sul territorio dell’altro Stato. Eurojust fornisce sostegno giuridico e pratico, mentre le indagini e le misure procedurali restano di competenza delle autorità nazionali.
Nel diritto dell’UE, la tratta di esseri umani può comportare inganno o abuso di una situazione di vulnerabilità, senza presupporre necessariamente violenza fisica. Il consenso della vittima allo sfruttamento non esclude il reato se vengono utilizzati tali mezzi. La direttiva europea prevede inoltre assistenza per le persone presunte vittime, tra cui alloggio sicuro, cure mediche e psicologiche e consulenza. L’accertamento dei fatti e della responsabilità in questo procedimento spetta alle autorità giudiziarie; le persone indagate sono presunte innocenti.
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