Guarda sempre le nostre notizie su Google
La Procura Europea annuncia la disarticolazione di una rete transnazionale di contrabbando di tabacco che operava in Italia, Francia, Polonia, Svizzera e Regno Unito, in un'inchiesta con perdite fiscali stimate superiori a 10 milioni di euro e con sequestri di circa 41 tonnellate di sigarette.
La Procura Europea, attraverso il suo ufficio di Torino, ha annunciato la disarticolazione di una rete di contrabbando di tabacco che operava in Italia, Francia, Polonia, Svizzera e Regno Unito, dopo un'azione coordinata che ha portato a numerosi arresti e al sequestro di oltre 40 tonnellate di prodotti di tabacco illeciti. Secondo l'EPPO, il fascicolo, con il nome in codice "Borotalco", è partito dall'analisi di movimenti sospetti di container arrivati nel Porto di Genova e ha permesso di identificare un'organizzazione criminale transnazionale con base operativa nel Regno Unito e connessioni in Europa, Africa e Asia.
In sintesi 1. L'EPPO ha annunciato la disarticolazione di una rete di contrabbando di tabacco attiva in Italia, Francia, Polonia, Svizzera e Regno Unito.
2. L'inchiesta ha portato al sequestro di quasi 41 tonnellate di sigarette fabbricate e a misure di arresto preventivo per cinque sospetti.
3. Le perdite stimate da dazi doganali, accise e IVA superano i 10 milioni di euro, mentre i beni sequestrati sono valutati circa 2,5 milioni di euro.
4. La rete utilizzava documenti doganali falsi, rotte commerciali indirette, siti e indirizzi email fittizi, nonché piattaforme di comunicazione criptate per evitare controlli e sorveglianza.
L'inchiesta è partita da container che arrivavano a Genova e ha portato alla delineazione di una rete che dichiarava che la merce proveniva da Armenia, Dubai e Spagna. Secondo l'EPPO, i prodotti entravano nel territorio italiano attraverso il Porto di Genova, utilizzando rotte marittime e commerciali progettate per evitare ispezioni doganali. Queste rotte passavano attraverso Georgia, Kenya, Paesi Bassi e Turchia, proprio per nascondere l'origine reale delle merci illecite. La destinazione finale era il mercato nero di diversi stati europei.
Gli investigatori sostengono che l'organizzazione ha costruito un'infrastruttura logistica e amministrativa destinata a dare l'apparenza di operazioni commerciali ordinarie. Un'azienda della zona di Genova sarebbe stata utilizzata per le notifiche di trasporto nelle procedure doganali, al fine di evitare controlli. La stessa azienda avrebbe messo a disposizione magazzini nella provincia di Alessandria, nelle vicinanze del Porto di Genova, per lo scarico e lo stoccaggio del tabacco di contrabbando prima del trasporto verso altre destinazioni, ma anche per la conservazione dei materiali utilizzati per il camuffamento della merce.
Secondo l'EPPO, i beni erano dichiarati come materiali da costruzione, utilizzati come merce di copertura per i pacchetti di sigarette. Inoltre, i container avevano fondi falsi, utilizzati come compartimenti nascosti per il trasporto del tabacco. Per nascondere l'identità dei destinatari riportati nei documenti doganali, uno specialista IT della regione Campania avrebbe creato e gestito siti falsi e indirizzi email fittizi. La Procura Europea evidenzia anche che l'organizzazione utilizzava piattaforme di comunicazione criptate per evitare la sorveglianza da parte delle autorità.
A seguito di una richiesta formulata dall'EPPO, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova ha disposto l'arresto preventivo di cinque sospetti, arrestati in Italia, Regno Unito e Polonia. Parallelamente, sono stati sequestrati beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro. L'EPPO precisa che, prima di questa fase, le attività di applicazione della legge nel Porto di Genova avevano già portato al sequestro di quasi 41 tonnellate di sigarette fabbricate.
L'impatto finanziario stimato della rete è significativo. Secondo l'EPPO, la perdita da dazi doganali, accise e IVA supera i 10 milioni di euro. Il prezzo di mercato in Italia per la merce confiscata è stimato intorno ai 15 milioni di euro, e questo valore potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare se i trasporti fossero arrivati a destinazione finale. Da questa prospettiva, il fascicolo è rilevante non solo come inchiesta di criminalità organizzata, ma anche come fascicolo riguardante la lesione degli interessi finanziari pubblici attraverso frode fiscale e doganale.
L'EPPO sottolinea che l'inchiesta è stata supportata dalla rete operativa internazionale antimafia @ON e da Europol, nonché da autorità nazionali di diversi stati. L'istituzione menziona esplicitamente la cooperazione con le autorità britanniche HM Revenue & Customs e con l'Ufficio Federale per la Dogana e la Sicurezza delle Frontiere della Svizzera, insieme all'impegno della Polizia Metropolitana del Regno Unito, delle unità per la criminalità economica della Polonia, delle autorità doganali di Parigi, della Direzione Investigativa Antimafia e della Guardia di Finanza di Genova, nonché dell'Agenzia Doganale e dei Monopoli in Italia. Il caso è presentato quindi come un esempio di cooperazione transfrontaliera estesa contro la criminalità organizzata.
Il contesto istituzionale è altrettanto importante quanto l'operazione in sé. La Procura Europea ricorda che è l'ufficio indipendente di perseguimento penale dell'Unione Europea, responsabile dell'indagine, del perseguimento penale e dell'invio a giudizio dei reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE. In questo contesto, il fascicolo "Borotalco" illustra come il contrabbando di prodotti soggetti ad accisa sia trattato anche come un problema di criminalità economica europea, non solo come reato doganale nazionale. L'EPPO precisa inoltre che tutte le persone coinvolte beneficiano della presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva delle autorità competenti in Italia.
Ultime notizie
23:08
22:38
22:20
22:01
21:38
Vedi altre notizie