L’eurodeputato rumeno Cristian Terheș ha chiesto martedì 20 ottobre, a Strasburgo, alla Commissione europea e al Consiglio dell’UE di preparare misure economiche contro la Russia, inclusa la chiusura del corridoio ferroviario settentrionale tra Asia ed Europa che attraversa il territorio russo. Parlando a nome del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), ha sostenuto che Mosca non dovrebbe beneficiare di questa rotta commerciale mentre attacca la navigazione nel Mar Nero.
In breve
Cristian Terheș chiede alla Commissione europea e al Consiglio dell’UE di preparare misure economiche contro la Russia, inclusa la chiusura del corridoio ferroviario settentrionale Asia–Europa. Il rappresentante dell’ECR sostiene che Mosca non dovrebbe trarre vantaggio dalla rotta settentrionale mentre attacca la navigazione nel Mar Nero.
Chiede inoltre restrizioni di accesso al mercato europeo per le merci trasportate dalla Russia. L’intervento non definisce i prodotti, le eccezioni, il calendario o il trattamento dei trasporti provenienti da paesi terzi che transitano soltanto attraverso il territorio russo.
Terheș chiede investimenti nella difesa antiaerea e antidroni, il finanziamento dell’hub per la sicurezza nel Mar Nero e bilanci chiari per la strategia dell’UE nella regione nel prossimo quadro finanziario pluriennale. Non indica alcuna somma.
Le sanzioni attuali vietano già il transito attraverso la Russia di determinate merci esportate dall’UE. Esistono tuttavia regole distinte per alcune merci provenienti da paesi terzi e per i pagamenti ferroviari; queste non eliminano le altre restrizioni e non equivalgono alla chiusura integrale del corridoio.
La richiesta resta una posizione politica. Il Parlamento europeo ha in programma una votazione sulla risoluzione riguardante gli attacchi nel Mar Nero il 22 ottobre; una nuova decisione sulle sanzioni richiederebbe l’accordo unanime degli Stati membri in seno al Consiglio.
Nel dibattito al Parlamento europeo con la responsabile della diplomazia dell’UE, Kaja Kallas, Terheș ha collegato la pressione economica sulla Russia alla protezione della sicurezza europea. Gli attacchi contro le navi commerciali, le infrastrutture portuali e le rotte di trasporto nel Mar Nero mettono in pericolo i cittadini europei, ha affermato, insistendo sul fatto che la questione riguarda l’intera Unione, non soltanto la Romania e la Bulgaria.
L’eurodeputato ha chiesto anche la preparazione di restrizioni di accesso al mercato europeo per le merci trasportate dalla Russia. L’intervento non precisa quali prodotti sarebbero interessati, quali eccezioni vi sarebbero o quando le misure potrebbero entrare in vigore. Terheș non ha spiegato neppure come dovrebbero essere trattati i trasporti provenienti da paesi terzi che transitano soltanto attraverso la Russia, una distinzione importante nell’applicazione delle sanzioni esistenti.
Oltre alle misure commerciali, il rappresentante dell’ECR ha chiesto investimenti nella difesa antiaerea e antidroni, nonché il finanziamento dell’hub per la sicurezza nel Mar Nero. Ha chiesto che il futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE preveda bilanci chiari per la strategia dell’Unione nella regione, senza avanzare una somma.
L’attuale regime sanzionatorio contiene già restrizioni su determinati trasporti attraverso la Russia, senza equivalere alla chiusura integrale del corridoio. Secondo le spiegazioni della Commissione europea, è vietato il transito sul territorio russo di beni a duplice uso e di determinate tecnologie avanzate esportati dall’UE. Sono previste eccezioni e deroghe limitate, anche per alcuni scopi umanitari o medici, alle condizioni stabilite dal regolamento.
Per determinati divieti di importazione, la Commissione distingue tra le merci esportate dalla Russia e quelle provenienti da paesi terzi che attraversano soltanto il territorio russo. Le spiegazioni relative agli articoli 3g e 3i del Regolamento 833/2014 mostrano che tali divieti non riguardano automaticamente le merci che non hanno origine russa e transitano soltanto attraverso la Russia. Gli operatori devono poter dimostrare l’origine e il carattere effettivo del transito, mentre le altre sanzioni continuano ad applicarsi. Al contrario, l’acquisto e lo stoccaggio in Russia per la riesportazione possono modificare la qualificazione, anche se le merci sono state fabbricate in un altro paese.
Un’eccezione finanziaria separata consente i pagamenti necessari per determinati servizi di trasporto ferroviario e per le operazioni delle Russian Railways. Nelle spiegazioni aggiornate al 25 settembre 2026, la Commissione precisa che tale eccezione, prevista dall’articolo 6g del Regolamento 269/2014, copre le attività e i servizi ferroviari definiti dalla norma. Essa non elimina i divieti applicabili alle merci trasportate e non offre un’autorizzazione generale al commercio attraverso la Russia.
La richiesta di Terheș resta una posizione politica. Il Parlamento europeo ha in programma per il 22 ottobre la votazione su una risoluzione riguardante l’escalation degli attacchi russi nel Mar Nero, ma un’eventuale posizione dell’aula non chiuderebbe di per sé il corridoio ferroviario. Una nuova decisione sulle sanzioni richiederebbe l’accordo unanime degli Stati membri in seno al Consiglio e la definizione dell’ambito di applicazione, comprese eventuali eccezioni.
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