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16 aprile 13:58

La Commissione Europea chiede a Google di aprire i dati di ricerca per i concorrenti e i servizi di intelligenza artificiale sulla base del DMA

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La Commissione Europea ha inviato a Google osservazioni preliminari che dettagliano le misure che l'azienda dovrebbe seguire per conformarsi agli obblighi previsti dal Digital Markets Act riguardo alla condivisione dei dati generati dal motore di ricerca. Nella forma proposta da Bruxelles, Google dovrebbe consentire ai motori di ricerca terzi l'accesso a dati come ranking data, query data, click data e view data, in condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. L'obiettivo dichiarato della Commissione è che questi attori, descritti come "beneficiari dei dati", possano ottimizzare i propri servizi e contestare la posizione di Google Search sul mercato.


In breve


La Commissione Europea ha inviato a Google osservazioni preliminari con misure proposte per la conformità al Digital Markets Act in materia di condivisione dei dati di ricerca.


Google dovrebbe fornire accesso a dati come ranking, query, click e view data in condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.

I beneficiari idonei possono includere anche chatbot AI con funzionalità di ricerca.

La Commissione ha aperto una consultazione pubblica fino al 1 maggio 2026.

La decisione finale obbligatoria deve essere adottata entro il 27 luglio 2026.


Il comunicato mostra che le misure proposte dalla Commissione coprono diversi aspetti molto concreti dell'accesso ai dati. Tra questi ci sono l'idoneità dei beneficiari, inclusi i chatbot AI che hanno funzionalità di ricerca, i tipi di dati che Google deve condividere, i mezzi e la frequenza con cui questi dati devono essere resi disponibili, le misure di anonimizzazione dei dati personali, i parametri per stabilire prezzi equi, ragionevoli e non discriminatori e le procedure che governano l'accesso dei beneficiari ai dati di ricerca. Con questa lista, la Commissione entra in una fase molto più concreta dell'applicazione del DMA e cerca di definire non solo l'obbligo di principio, ma anche le condizioni pratiche in cui deve essere eseguito.


La posta in gioco dell'intervento è espressa esplicitamente nel comunicato. Bruxelles afferma che l'accesso a questi dati è necessario affinché i motori di ricerca rivali possano migliorare i propri servizi e competere più efficacemente con Google Search. La formula utilizzata dalla Commissione colloca i dati di ricerca al centro della competizione digitale: non si tratta solo di trasparenza, ma di accesso a un input essenziale per lo sviluppo e il perfezionamento di servizi concorrenti. Inoltre, l'inclusione di chatbot AI con funzionalità di ricerca tra i potenziali beneficiari estende chiaramente il dossier oltre la concorrenza classica tra motori di ricerca e li collega al futuro mercato dei prodotti AI connessi alla ricerca.


La vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha dichiarato: "La decisione di oggi stabilisce le specifiche che ci aspettiamo Google segua per conformarsi ai suoi obblighi ai sensi del Digital Markets Act. I dati sono un input essenziale per la ricerca online e per lo sviluppo di nuovi servizi, inclusa l'AI. L'accesso a questi dati non dovrebbe essere limitato in modi che potrebbero influenzare la concorrenza. In mercati che si muovono rapidamente, piccoli cambiamenti possono avere rapidamente un grande impatto. Non permetteremo pratiche che rischiano di chiudere i mercati o limitare le opportunità. Invitiamo ora gli attori interessati a condividere le loro opinioni, in modo da assicurarci che le misure siano efficaci nella pratica e funzionino per l'intero ecosistema di ricerca."


La stessa idea è ripresa anche dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, che collega direttamente il mercato della ricerca online all'evoluzione dei servizi AI. Ha dichiarato: "I motori di ricerca devono poter innovare e tenere il passo con le esigenze in cambiamento degli utenti. Il nostro lavoro per creare opportunità in questo settore continua e arriva in un momento cruciale di crescente interconnessione con i servizi AI. Con questa consultazione pubblica, vogliamo sentire dal mercato quali sono i modi più efficaci in cui Google dovrebbe condividere i dati di ricerca con i fornitori concorrenti di motori di ricerca online, per continuare il nostro slancio a favore dell'innovazione e di una competitività equa."


Dal punto di vista procedurale, la Commissione apre ora una consultazione pubblica per testare l'efficacia pratica delle misure proposte. Le parti interessate hanno tempo fino al 1 maggio 2026 per inviare osservazioni. L'esecutivo europeo afferma che valuterà attentamente il feedback ricevuto sia dal mercato che da Google e che potrebbe utilizzare questo input per adeguare le misure che entreranno nella decisione finale obbligatoria. Questa decisione deve essere adottata entro il 27 luglio 2026. Allo stesso tempo, la Commissione precisa che la presente procedura non influisce sulla sua competenza di adottare separatamente una decisione di constatazione di non conformità di un gatekeeper agli obblighi previsti dal DMA.


Il contesto procedurale è importante anche per il posizionamento politico del caso. Queste osservazioni preliminari fanno parte di un insieme di procedure di specificazione aperte il 27 gennaio 2026. La Commissione ricorda che il DMA mira a garantire mercati contestabili e equi nel settore digitale e che si applica ai gatekeeper, ovvero alle grandi piattaforme che fungono da punti di passaggio essenziali tra utenti commerciali e consumatori e che possono creare strozzature nell'economia digitale. Nel caso di Google, la Commissione ha designato già dal 6 settembre 2023 una serie di servizi di Alphabet come servizi di piattaforma essenziali, inclusi Google Search, Google Play, Google Maps, YouTube, Android, Google Chrome, Google Shopping e i suoi servizi di pubblicità online. Per questi servizi, gli obblighi del DMA si applicano integralmente dal 7 marzo 2024.


Pertanto, il dossier attuale non riguarda una nuova designazione né l'apertura di una nuova procedura di merito, ma la fase in cui la Commissione cerca di stabilire esattamente come deve essere messa in pratica l'obbligo di condivisione dei dati. L'accento posto su ranking, query, click e view data mostra che Bruxelles tratta i dati generati dal motore di ricerca come una risorsa strategica per la concorrenza, l'innovazione e lo sviluppo di nuovi servizi digitali, inclusa l'area AI. Nella misura in cui le misure proposte saranno confermate nella decisione finale, queste rappresenteranno una delle applicazioni più concrete del DMA nel campo dell'accesso ai dati e della relazione tra le piattaforme dominanti e i loro rivali.


La procedura fa parte dello sforzo più ampio della Commissione di trasformare il Digital Markets Act da un insieme di obblighi generali in un quadro applicabile concretamente alle grandi piattaforme designate come gatekeeper. Nel caso di Google Search, la posta in gioco è l'accesso ai dati che possono influenzare direttamente la qualità e la competitività dei servizi di ricerca rivali e di alcuni servizi AI basati sulla ricerca.


La Commissione posiziona il dossier anche nel contesto di un mercato digitale in fase di rapida trasformazione, in cui la ricerca online e i servizi AI si interconnettono sempre di più. Per questo motivo, la consultazione pubblica e la futura decisione obbligatoria avranno rilevanza non solo per la concorrenza tra i motori di ricerca, ma anche per il modo in cui l'UE cerca di modellare l'accesso ai dati come elemento centrale di un mercato digitale aperto e contestabile.


https://2eu.brussels/ro/stiri/comisia-europeana-cere-google-sa-deschida-datele-de-cautare-pentru-rivali-si-servicii-ai-in-baza-dma

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