Il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’UE (HSC) raccomanda agli Stati dell’UE e del SEE di coordinare la sorveglianza delle malattie trasmesse dalle zanzare, il controllo degli insetti e la protezione del sangue destinato alle trasfusioni. Il parere, datato 27 ottobre e pubblicato dalla Commissione europea il 28 ottobre, chiede inoltre di includere questi rischi nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Il documento fornisce orientamenti alle autorità; non introduce di per sé nuovi obblighi giuridici e non approva un bilancio aggiuntivo.
In breve
L’HSC raccomanda il coordinamento della sorveglianza delle malattie trasmesse dalle zanzare tra le autorità sanitarie, veterinarie e ambientali, attraverso l’approccio One Health.
Il parere chiede laboratori e servizi sanitari meglio preparati, un controllo delle zanzare adattato al rischio e misure di sicurezza del sangue, compresi i test o il rinvio temporaneo della donazione.
I rischi devono essere presi in considerazione nell’adattamento climatico e nella pianificazione locale. Il documento include la formazione del personale, la comunicazione con la popolazione e il monitoraggio della resistenza agli insetticidi.
Il rapporto ECDC–EFSA del 15 ottobre registrava 1.715 casi di West Nile nell’UE/SEE, di cui 117 in Romania, sulla base delle notifiche disponibili fino al 7 ottobre. Le cifre descrivono il contesto epidemiologico.
Il parere è datato 27 ottobre ed è stato pubblicato il 28 ottobre. È uno strumento di orientamento e coordinamento, senza nuovi obblighi giuridici o un bilancio aggiuntivo approvato dal documento.
L’approccio proposto collega la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente, secondo il principio “One Health”. Per il West Nile, le informazioni sui casi umani devono essere analizzate insieme alla circolazione del virus negli uccelli e nei cavalli e alla presenza delle zanzare che lo trasmettono. L’obiettivo è individuare prima il rischio e adattare gli interventi alla situazione locale.
Il parere riguarda diverse malattie, tra cui dengue, chikungunya, Zika e West Nile. Le situazioni differiscono: le zanzare Culex che trasmettono il West Nile sono ampiamente diffuse in Europa, mentre l’espansione delle zanzare invasive Aedes favorisce la comparsa di focolai locali di altre infezioni dopo l’introduzione dei virus. Un caso importato non significa automaticamente trasmissione locale.
L’HSC raccomanda di rafforzare i laboratori e la capacità dei servizi sanitari di diagnosticare e assistere i casi, nonché lo scambio rapido di informazioni tra le autorità. Il monitoraggio delle zanzare e la preparazione ai focolai dovrebbero proseguire anche al di fuori dei periodi di picco, mentre la sorveglianza e il controllo dei vettori dovrebbero essere rafforzati nei porti, negli aeroporti e nei punti di attraversamento terrestre della frontiera.
Il controllo delle zanzare deve essere adattato alle condizioni locali e combinato con la riduzione dei siti di riproduzione, la comunicazione dei rischi e la protezione individuale. Il documento chiede di monitorare la resistenza agli insetticidi e di valutare gli effetti degli interventi sulla salute e sull’ambiente. Non raccomanda, pertanto, l’uso indiscriminato degli insetticidi.
Per la sicurezza del sangue, il parere menziona i test sui donatori o il rinvio temporaneo della donazione, in base alla valutazione del rischio epidemiologico. Queste raccomandazioni rientrano nelle misure precauzionali per le infezioni che possono essere trasmesse attraverso le trasfusioni, anche da persone senza sintomi. La loro applicazione deve essere coordinata con le norme esistenti e con i pertinenti orientamenti tecnici.
I rischi dovrebbero essere inclusi nei piani di adattamento climatico, nella pianificazione urbana e nella gestione delle risorse idriche, poiché la temperatura, le precipitazioni e gli habitat influenzano la distribuzione e l’attività delle zanzare. L’HSC raccomanda inoltre la formazione del personale sanitario, veterinario e di laboratorio, una comunicazione coerente alla popolazione e la ricerca sulla prevenzione, la diagnosi e il controllo dei vettori.
Il contesto è una stagione intensa di West Nile. Il rapporto congiunto ECDC–EFSA pubblicato il 15 ottobre registrava, sulla base delle notifiche disponibili fino al 7 ottobre 2026, 1.715 casi umani acquisiti localmente in 13 Paesi dell’UE/SEE e 130 decessi. La Romania aveva segnalato 117 casi e sette decessi. Questo è il bilancio riportato nel rapporto alla data indicata, non un totale aggiornato al momento dell’adozione del parere dell’HSC.
All’epoca, i casi superavano la media di 693 registrata per il periodo comparabile dell’ultimo decennio, mentre la trasmissione era stata identificata in 187 regioni NUTS 3. Il Belgio aveva segnalato i suoi primi casi umani acquisiti localmente. L’ECDC non rilevava tuttavia una maggiore gravità della malattia. Le differenze tra i sistemi di diagnosi e di segnalazione influenzano i dati, che possono essere rivisti.
Il Comitato monitorerà l’attuazione del parere attraverso indagini e, quando necessario, mediante l’esame delle valutazioni nazionali e delle missioni One Health svolte nei Paesi che le richiedono o le accettano. Gli indicatori comuni di preparazione e risposta sono proposti laddove possano essere sviluppati, non presentati come un sistema già obbligatorio.
L’HSC, presieduto dalla Commissione europea, riunisce rappresentanti degli Stati dell’UE e del SEE per coordinare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle minacce transfrontaliere per la salute. Il nuovo parere riguarda l’organizzazione delle misure per diverse malattie trasmesse dalle zanzare. I dati sul West Nile spiegano la situazione in cui il parere viene adottato, senza rappresentare risultati delle raccomandazioni.
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