La Commissione europea presenterà nel novembre 2026 iniziative per l’uso dell’intelligenza artificiale nella sanità, nei trasporti, nel settore agroalimentare, nella produzione industriale avanzata, nonché nella difesa e nello spazio. Ursula von der Leyen ha annunciato, nel discorso sullo stato dell’Unione, che l’esecutivo europeo vuole trasformare i dati detenuti dalle industrie europee in applicazioni specializzate, utilizzabili nelle attività delle imprese e dei servizi pubblici.
In breveLa Commissione presenterà iniziative nel novembre 2026 per cinque gruppi di settori. L’elenco comprende la sanità, i trasporti, il settore agroalimentare, la produzione avanzata e, insieme, la difesa e lo spazio.
I dati settoriali sono la base proposta per applicazioni adattate alle attività delle imprese. La strategia europea per l’unione dei dati prevede già laboratori che facilitino l’accesso delle aziende e dei ricercatori a tali risorse.
Nella sanità, von der Leyen propone l’IA come supporto per i medici. Esiste già una rete europea di centri che dovrà valutare gli strumenti di screening in condizioni cliniche, compresi la sicurezza e il rapporto tra costi e risultati.
Il discorso annuncia la presentazione di alcune iniziative, non il lancio di un programma con regole definitive. Il bilancio, la selezione dei progetti, le condizioni specifiche di accesso ai dati e il calendario di applicazione non sono ancora precisati.
L’accento è posto sul valore ottenuto dall’uso della tecnologia. La presidente della Commissione sostiene che l’Europa può beneficiare dell’IA anche quando la tecnologia all’avanguardia viene sviluppata altrove. Lo sviluppo di un modello e la sua introduzione in un processo produttivo o in un servizio medico sono fasi diverse. Per la seconda, von der Leyen invoca le industrie europee e i loro dati specialistici come vantaggi che possono sostenere modelli adattati a compiti concreti.
Il discorso indica applicazioni sulle linee di produzione, nell’agricoltura di precisione, nelle reti energetiche e per la guida autonoma. Queste illustrano la direzione perseguita, senza costituire un elenco di progetti approvati. I cinque gruppi di settori selezionati per le iniziative di novembre includono sia l’industria alimentare insieme all’agricoltura, sia le attività spaziali insieme alla difesa.
L’accesso ai dati dispone già di strumenti europei in preparazione. La strategia sull’unione dei dati prevede laboratori di dati che combinino risorse pubbliche e private e mettano dati settoriali di qualità a disposizione delle aziende, comprese le piccole e medie imprese, e dei ricercatori. Questi laboratori dovrebbero facilitare l’utilizzo, per l’IA, dei dati provenienti dagli spazi europei comuni di dati.
Esistono anche diritti di accesso già applicabili. Il regolamento sui dati, noto come Data Act, consente agli utenti dei prodotti connessi di accedere ai dati generati dal loro utilizzo e di condividerli con terzi. Per un’impresa industriale o un’azienda agricola, questi possono essere dati sul funzionamento dei macchinari. Il regime mantiene condizioni relative all’uso, alla riservatezza e alla protezione dei dati personali; non equivale all’accesso libero di qualsiasi sviluppatore di IA a tutti i dati di un’azienda.
Le iniziative promesse rientrano in una politica di adozione dell’IA già esistente. La strategia Apply AI riguarda dieci settori industriali e il settore pubblico e mira anche a sostenere le PMI. Essa prevede l’accesso a infrastrutture di calcolo, strutture di prova e sostegno attraverso i centri europei per l’innovazione digitale. Il discorso non precisa quali strumenti aggiuntivi saranno annunciati per i cinque ambiti prioritari.
Nella sanità, von der Leyen ha scelto la diagnosi precoce del cancro al seno per illustrare l’uso dell’IA sotto il controllo dei medici. «L’idea è che l’IA debba sostenere i nostri medici. Non sostituirli», afferma nel testo del discorso. Un esempio studiato è lo studio svedese MASAI. Secondo l’Università di Lund, l’IA assegnava le mammografie all’interpretazione di uno o due radiologi, in base al rischio stimato, e segnalava le aree sospette nelle immagini. I medici continuavano a interpretare gli esami.
I risultati pubblicati su The Lancet, in uno studio con 105.934 donne assegnate casualmente a due gruppi, mostrano una sensibilità dell’80,5% con l’IA, rispetto al 73,8% della doppia lettura senza IA. Questa misura la proporzione dei tumori identificati attraverso lo screening. La specificità, cioè la corretta identificazione dell’assenza di cancro, è stata del 98,5% in entrambi i gruppi. Il risultato relativo ai tumori diagnosticati tra due cicli di screening non ha mostrato una riduzione statisticamente significativa, e lo studio non ha dimostrato un effetto sulla mortalità.
Lund riferisce anche una riduzione del 44% del carico di lavoro dei radiologi per l’interpretazione delle mammografie, grazie a questa organizzazione del lavoro. La cifra non rappresenta un risparmio del 44% sul costo totale del servizio. La valutazione nella pratica medica è anche l’obiettivo della rete europea di centri per lo screening assistito dall’IA, che ha tenuto la sua prima riunione nel maggio 2026. I centri dovranno testare l’integrazione degli strumenti nell’attività corrente, le prestazioni locali, la sicurezza e il rapporto tra costi e risultati.
Queste ricerche e infrastrutture offrono esempi concreti di utilizzo e valutazione, ma non sono risultati delle iniziative che saranno presentate a novembre. Von der Leyen ha annunciato che gli Stati membri, gli eurodeputati, l’industria e gli imprenditori saranno invitati a partecipare. Il discorso e la scheda che lo accompagna non precisano il bilancio, i criteri di selezione dei progetti, le condizioni specifiche di accesso ai dati o il calendario di attuazione. Da questi dettagli dipenderà il sostegno che le imprese e le istituzioni interessate potranno effettivamente richiedere.
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