Quasi tutti gli europei sono online, ma solo poco più della metà ha competenze digitali di base. Mentre l'intelligenza artificiale viene adottata rapidamente da aziende e cittadini, i dati di Eurostat mostrano che l'Unione Europea rischia di non raggiungere i principali obiettivi digitali per il 2030.
Bruxelles, 16 dicembre 2025 - L'Unione Europea entra nella seconda metà del Decennio Digitale con un chiaro contrasto. L'uso di internet è quasi universale, e l'intelligenza artificiale viene adottata rapidamente da aziende e cittadini. Allo stesso tempo, il livello delle competenze digitali rimane insufficiente, e i progressi attuali non indicano una traiettoria sicura per il raggiungimento degli obiettivi UE stabiliti per il 2030, mostrano i più recenti dati di Eurostat e l'analisi "Digitalisation in Europe – 2025 edition".
In breve
Nel 2025, il 94% degli europei ha utilizzato internet negli ultimi tre mesi.
Solo il 56% dei cittadini dell'UE aveva competenze digitali di base o superiori, secondo i più recenti dati disponibili, per l'anno 2023.
Il 20% delle imprese europee utilizza tecnologie di intelligenza artificiale nel 2025.
Il 32,7% delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nel 2025.
Le differenze tra gli Stati membri rimangono significative, e diversi obiettivi del Decennio Digitale sono a rischio.
Conclusioni del rapporto
L'uso di internet è quasi universale, ma le competenze digitali rimangono limitate
Secondo Eurostat, nel 2025, il 94% dei cittadini dell'Unione Europea ha utilizzato internet negli ultimi tre mesi, confermando un livello molto elevato di connettività a livello della popolazione. Questo progresso non è però accompagnato da un livello comparabile di competenze digitali. I più recenti dati disponibili sulle competenze digitali, relativi all'anno 2023, mostrano che solo il 56% degli europei aveva competenze digitali di base o superiori. L'obiettivo stabilito dall'UE per il 2030 è di almeno l'80%, il che indica un divario sostanziale.
A livello degli Stati membri, paesi come Paesi Bassi e Finlandia si trovano in cima alla classifica, con oltre l'80% della popolazione che ha competenze digitali di base o superiori. In cambio, Grecia e Romania si trovano costantemente tra gli Stati con i livelli più bassi nell'Unione.
La digitalizzazione delle aziende avanza lentamente, in particolare tra le PMI
Nel mondo degli affari, il 74% delle imprese dell'UE ha raggiunto un livello di intensità digitale di base, il che implica l'uso di almeno quattro tecnologie digitali standard. Nel caso delle piccole e medie imprese, la percentuale è del 73%, mentre solo il 6% delle PMI è considerato altamente digitalizzato. In confronto, il 41% delle grandi aziende raggiunge un livello molto elevato di intensità digitale.
Per il 2030, l'Unione Europea si è proposta che oltre il 90% delle PMI raggiunga un livello di intensità digitale di base o superiore, un obiettivo che, secondo i dati attuali, non è su una traiettoria sicura.
L'intelligenza artificiale entra rapidamente nell'economia
L'adozione dell'intelligenza artificiale nelle aziende è aumentata significativamente negli ultimi anni. Nel 2025, il 20% delle imprese dell'Unione Europea utilizza tecnologie di intelligenza artificiale, rispetto a circa l'8% nel 2021. Le applicazioni più comuni dell'IA nelle aziende sono l'analisi del linguaggio scritto, la generazione di immagini, video o suoni e gli strumenti di generazione automatica di testo o parlato. L'uso di queste tecnologie è molto più diffuso nelle grandi aziende rispetto alle PMI.
Le differenze tra gli Stati sono pronunciate. Danimarca, Finlandia e Svezia si trovano in cima alla classifica, con oltre un terzo delle aziende che utilizzano l'IA, mentre diversi Stati nel sud-est dell'Unione registrano valori inferiori al 10%.
L'IA generativa è già utilizzata da un terzo degli europei
A livello della popolazione, il 32,7% delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nel 2025. La maggior parte dell'uso è a scopo personale, ma il 15,1% dei rispondenti dichiara di utilizzare tali strumenti sul posto di lavoro, e il 9,4% in un contesto educativo formale.
L'uso dell'IA generativa varia notevolmente tra gli Stati membri. Danimarca, Estonia e Malta si trovano in cima alla classifica, con valori vicini al 47-48%, mentre Romania, Italia e Bulgaria si trovano in fondo alla classifica, con valori inferiori alla media dell'UE.
Divari regionali persistenti
I dati di Eurostat indicano un modello costante di polarizzazione regionale. Gli Stati del nord e dell'ovest dell'Unione guidano la maggior parte degli indicatori di digitalizzazione, comprese le competenze digitali, l'adozione dell'IA e l'uso dei servizi pubblici online. In cambio, diversi Stati nel sud e nell'est dell'UE registrano livelli significativamente più bassi, il che rischia di trasformare la transizione digitale in un processo a due velocità, con impatto diretto sul funzionamento del mercato interno.
Il Decennio Digitale stabilisce obiettivi ambiziosi per il 2030, tra cui competenze digitali di base per almeno l'80% della popolazione, digitalizzazione avanzata di oltre il 90% delle PMI e utilizzo su larga scala di tecnologie come cloud, big data e intelligenza artificiale. I dati disponibili per il 2023-2025 mostrano progressi costanti, ma insufficienti per garantire il raggiungimento di questi obiettivi nel termine stabilito, in particolare in assenza di un'accelerazione significativa degli investimenti in competenze digitali e nella digitalizzazione delle PMI. "Digitalisation in Europe – 2025 edition" è la pubblicazione annuale di Eurostat che valuta i progressi dell'Unione Europea nel contesto del Decennio Digitale 2030. L'analisi si basa su sondaggi ufficiali sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle famiglie e nelle imprese e offre un'immagine comparabile a livello di tutti gli Stati membri.
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