L’Accademia reale svedese delle scienze ha conferito martedì il Premio Nobel per la Fisica 2026 al ricercatore statunitense di origine belga Francis Halzen, per i suoi contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e per la scoperta di neutrini ad alta energia provenienti da fonti astrofisiche.
Il riconoscimento segna una prima volta dopo più di tre decenni: è la prima volta dal 1992 che il Premio Nobel per la Fisica viene assegnato a un unico ricercatore. All’epoca, il laureato fu il francese Georges Charpak, premiato per lo sviluppo dei rivelatori di particelle.
I neutrini sono particelle difficili da rilevare, in grado di attraversare lo spazio senza cambiare direzione né perdere energia. Il loro studio fornisce informazioni sugli acceleratori naturali di particelle presenti nell’Universo e sui fenomeni cosmici inaccessibili con altri metodi.
Nato nel 1944 in Belgio, Francis Halzen ha conseguito il dottorato nel 1969 ed è professore all’Università del Wisconsin-Madison. Nel 1988 propose di rilevare i neutrini nel ghiaccio del Polo Sud. L’Osservatorio IceCube, con un volume di un chilometro cubo, è stato completato nel 2011 e ha successivamente identificato neutrini provenienti da regioni al di là del Sistema Solare.
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