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Margaret Hamilton, l’informatica statunitense che ha guidato lo sviluppo del sistema software utilizzato nel programma lunare Apollo della NASA, è morta a 90 anni, il 30 settembre. La notizia della sua morte è stata annunciata mercoledì dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), dove la ricercatrice ha lavorato per quasi due decenni.
Hamilton ha coordinato il team responsabile del software di guida delle missioni Apollo, contribuendo al successo del programma che ha permesso agli Stati Uniti di mandare i primi uomini sulla Luna e di vincere la corsa allo spazio contro l’Unione Sovietica.
Nata nel 1936 in Indiana, Margaret Hamilton ha studiato matematica e ha lavorato inizialmente nel dipartimento di meteorologia del MIT. Successivamente, è entrata a far parte del team che sviluppava il primo sistema statunitense di difesa aerea.
Nel 1965 è stata assunta presso l’Instrumentation Laboratory, il laboratorio del MIT coinvolto nel progetto della NASA. È diventata la prima programmatrice del programma Apollo e, nel 1968, guidava il team che sviluppava il software delle missioni lunari. Nel 1976 ha lasciato il MIT e ha fondato una propria azienda informatica.
Il direttore della NASA, Jared Isaacman, l’ha descritta come una pioniera il cui lavoro ha contribuito ai primi viaggi degli esseri umani sulla Luna. Margaret Hamilton è diventata una figura emblematica per le donne nella scienza, nota anche per la fotografia in cui appare accanto a una pila di documenti contenenti il codice del software Apollo. La NASA sta preparando la missione Artemis 3, prevista per il 2027, che dovrebbe riportare gli astronauti sulla Luna per la prima volta dal 1972.
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