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Tre persone sono morte e un'altra persona è in condizioni critiche, dopo un possibile focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius, al largo di Capo Verde. In questo contesto, l'Istituto Nazionale di Salute Pubblica (INSP) ricorda che l'hantavirus esiste anche in Romania, dove vengono segnalati annualmente solo alcuni casi, ma è insufficientemente studiato e probabilmente sotto-diagnosticato.
Che cos'è l'hantavirus
L'hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori – topi, ratti – che per loro sono "ospiti naturali", ma che, quando arrivano all'uomo, possono provocare malattie gravi. Il virus non "circola" tra le persone, come l'influenza, ma arriva a noi più spesso attraverso il contatto con l'urina, le feci o la saliva dei roditori infetti, ad esempio in annessi, stalle, cabine o spazi polverosi dove vivono i topi.
Il modo più comune di infezione è l'inalazione di particelle molto fini, invisibili, che si sollevano nell'aria quando puliamo o spazziamo aree contaminate con escrementi di roditori. L'infezione può avvenire anche se portiamo la mano sporca alla bocca, al naso o agli occhi, se mangiamo cibi contaminati o, più raramente, se siamo morsi da un roditore infetto.
Nell'uomo, l'hantavirus può provocare due principali tipi di malattia:
un sindrome respiratorio severo (sindrome polmonare da hantavirus – HPS), più comune nelle Americhe;
una forma con coinvolgimento renale e talvolta emorragico (febbre emorragica con sindrome renale – HFRS), riscontrata soprattutto in Europa e Asia.
I sintomi iniziali somigliano molto a quelli di un'influenza: febbre, brividi, estrema stanchezza, dolori muscolari, mal di testa, a volte dolori addominali, nausea o diarrea. In pochi giorni, in alcuni pazienti la malattia può evolvere rapidamente verso gravi difficoltà respiratorie, tosse secca, battiti cardiaci rapidi o abbassamento della pressione, il che può portare a insufficienza respiratoria o grave compromissione renale e richiede ospedalizzazione d'emergenza, spesso in terapia intensiva.
OMS e altre autorità menzionano la trasmissione interumana come possibile solo per alcune ceppi, in condizioni molto specifiche, non come regola generale per tutti gli hantavirus. Di norma, gli hantavirus si trasmettono dai roditori all'uomo. Un'importante eccezione è il virus Andes (ANDV), responsabile di alcuni casi di sindrome polmonare da hantavirus in Argentina e Cile, per il quale sono stati documentati focolai con trasmissione da uomo a uomo, inclusi contatti familiari o operatori sanitari. Documenti di sanità pubblica affermano esplicitamente che "la trasmissione da uomo a uomo è rara, ma è stata dimostrata per il virus Andes".
Cosa sappiamo del focolaio sulla MV Hondius
Il caso che ha riportato l'hantavirus all'attenzione pubblica è il focolaio sospetto sulla nave da crociera MV Hondius, operata dalla compagnia olandese Oceanwide Expeditions, con posti per circa 170 passeggeri e 70 membri dell'equipaggio, in viaggio da Ushuaia (Argentina) verso Capo Verde. Fino ad ora, tre persone sono morte, inclusi una coppia di anziani, e un passeggero britannico di 69 anni è in terapia intensiva in Sudafrica, dopo essere risultato positivo a un hantavirus; altri due passeggeri infetti stanno per essere rimpatriati nei Paesi Bassi.
Le autorità affermano che è ancora in corso un'indagine epidemiologica: OMS e specialisti nazionali stanno prelevando campioni, effettuando test di laboratorio e sequenziamento genetico per capire quale ceppo di virus sia coinvolto e come sia avvenuta l'infezione dei passeggeri. La compagnia che opera la nave sottolinea che solo a un passeggero evacuato in precedenza è stato confermato il virus, e nel caso di altre persone con sintomi l'indagine continua, quindi il quadro non è completo.
La situazione è insolita perché l'hantavirus è generalmente legato al contatto con i roditori nell'ambiente terrestre (fattorie, magazzini, spazi rurali), non alle crociere. Gli specialisti stanno considerando diversi scenari: la presenza di roditori a bordo, un'esposizione comune durante la sosta in un'area rurale o in un edificio infestato, o una combinazione di fattori.
L'hantavirus in Romania: pochi casi, pochi dati
In seguito al flusso di notizie sulla MV Hondius, l'Autorità Nazionale per la Ricerca e l'INSP hanno emesso un comunicato in cui spiegano che l'hantavirus esiste anche in Romania, ma registra annualmente solo alcuni casi, con un carattere chiaramente "sporadico". Secondo questi dati, i casi sono documentati, ma le infezioni "rimangono insufficientemente esplorate", sottolineando che non abbiamo ancora studi estesi, registri nazionali dettagliati o un quadro completo della circolazione del virus nella popolazione e nell'ambiente animale. Gli specialisti avvertono anche del rischio di sotto-diagnosi: i sintomi iniziali somigliano a molte altre virosi, e la diagnosi precisa si ottiene solo tramite test di laboratorio specializzati, disponibili in modo limitato. Pertanto, è possibile che alcuni casi lievi o moderati passino inosservati o siano inquadrati in altre malattie respiratorie o renali.
Le autorità insistono però che, al momento, non ci sono prove di un focolaio di hantavirus in Romania e che il virus non è all'origine dell'attuale aumento delle virosi respiratorie o dell'influenza. Il messaggio è di informazione e prevenzione, non di allerta: il rischio individuale per la popolazione generale rimane basso, ma l'infezione merita di essere conosciuta, soprattutto da coloro che lavorano o vivono in aree con roditori.
Quanto è "pericoloso" in realtà
La domanda naturale del pubblico è: "Dovrei avere paura dell'hantavirus?". La risposta degli esperti è no – ma dobbiamo trattarlo con serietà. L'hantavirus non è un virus molto diffuso, non si trasmette facilmente tra le persone e non può provocare pandemie come il COVID-19, secondo le valutazioni del CDC e dell'ECDC.
Dove provoca malattia grave, può essere però letale. La sindrome polmonare da hantavirus (HPS), la forma che colpisce gravemente i polmoni, ha un tasso di mortalità di circa il 38% nei pazienti con sintomi respiratori gravi, secondo il Centro americano per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), cifra citata anche nel comunicato romeno. Per la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), riscontrata più frequentemente in Europa, la mortalità varia, in generale, tra meno dell'1% e il 10-15%, a seconda del ceppo di virus e della rapidità di accesso alle cure mediche.
Un altro aspetto importante è che non ogni esposizione porta a malattia grave. Molte persone possono essere esposte senza infettarsi o possono avere forme lievi, che si risolvono, soprattutto nel caso di ceppi "più benigni". Tuttavia, per coloro che sviluppano una forma severa, l'evoluzione può essere rapida, e l'unica possibilità è presentarsi il prima possibile in ospedale, dove il trattamento consiste in ossigenoterapia, ventilazione meccanica, farmaci di supporto e, a volte, dialisi.
Come possiamo proteggerci
Sia l'INSP che gli esperti citati dalla stampa romena insistono sulla prevenzione: la chiave è limitare il contatto con i roditori e con le tracce che questi lasciano intorno a noi. Ecco alcune raccomandazioni di base:
Mantenete la vostra abitazione pulita e arieggiata, conservate gli alimenti in contenitori ermetici e non lasciate avanzi di cibo a portata di roditori.
Se trovate escrementi di topi o ratti, non spazzate e non aspirate direttamente: inumidite l'area con una soluzione disinfettante e pulite indossando guanti, eventualmente con una maschera sul viso, per evitare di inalare polvere contaminata.
In aree rurali o in vacanza in cabine, evitate di dormire o di conservare alimenti in spazi dove osservate tracce di roditori e chiamate un disinfestatore se l'infestazione è significativa.
All'apparire di una "influenza" severa, accompagnata da estrema stanchezza, dolori muscolari e, successivamente, difficoltà respiratorie o diminuzione della quantità di urina, soprattutto se avete avuto contatto con aree con roditori, contattate immediatamente un medico e menzionate questa esposizione.
Le autorità sottolineano che i cambiamenti climatici, la deforestazione, l'urbanizzazione e la crescente mobilità delle persone possono portare più frequentemente a contatti tra uomo e animali selvatici, inclusi i roditori portatori di hantavirus.
****Sintesi realizzata con l'aiuto di un flusso di monitoraggio di dati fornito dalla piattaforma di monitoraggio media NewsVibe Romania. L'analisi, i dati e le immagini presentate sono stati migliorati con l'aiuto di strumenti di Machine Learning e Intelligenza Artificiale.
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