La Repubblica di Moldova e l’Ucraina hanno raggiunto un accordo sulla gestione della portata del Dniester, dopo quasi due settimane di negoziati. Kiev manterrà, nelle prossime due settimane, una portata di 60 metri cubi al secondo, in un contesto idrologico critico per la Repubblica di Moldova.
La decisione è stata presa nel corso di una riunione straordinaria della Commissione del Dniester, convocata per valutare la situazione delle acque e la sua evoluzione. L’accordo è considerato più favorevole per Chișinău, dopo che l’Ucraina aveva inizialmente proposto di ridurre la portata a 22 metri cubi al secondo.
Nei primi 20 giorni di settembre, nel bacino di accumulo di Novodnestrovsk sono entrati, in media, solo 23 metri cubi d’acqua al secondo, mentre a valle ne sono stati rilasciati 60 metri cubi. Il livello del lago è sceso alla quota minima storica di 111,97 metri.
I negoziati tra i due Paesi sono iniziati il 14 settembre. Il primo ministro della Repubblica di Moldova ha dichiarato di aver chiesto l’intervento della leadership di Kiev, avvertendo che la riduzione della portata potrebbe compromettere l’approvvigionamento idrico di Chișinău.
Il governo moldavo ha approvato anche la proposta di dichiarare lo stato di emergenza nel settore idrologico, a livello nazionale, per 60 giorni, a partire dal 26 settembre. Le autorità avvertono che le basse portate del Dniester e del Prut possono compromettere le stazioni di captazione e i sistemi di approvvigionamento idrico.
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