La presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu, ha dichiarato al Forum sulla sicurezza che la Russia ha tentato di trasformare il Paese in una «seconda Bielorussia» e di utilizzare il suo territorio contro l’Ucraina e l’Unione europea. Secondo la capo dello Stato, i cittadini hanno impedito questo piano con il voto e hanno sostenuto la prosecuzione del percorso europeo.
Maia Sandu ha avvertito che le minacce di Mosca continuano attraverso la violazione dello spazio aereo, gli attacchi alle infrastrutture e le campagne di propaganda. Solo negli ultimi sette giorni, nove droni russi sarebbero penetrati nello spazio aereo della Repubblica di Moldova, mentre da settembre sono stati segnalati oltre 20 incidenti simili.
La presidente ha affermato che gli attacchi contro l’Ucraina hanno provocato l’inquinamento del Dniester e danneggiato le linee elettriche, con ripercussioni sulla Repubblica di Moldova. Ha descritto la situazione come una guerra che arriva nel Paese «attraverso l’aria, l’acqua e le reti elettriche».
Sandu ha accusato Mosca anche di una «guerra cognitiva», volta a screditare i partenariati di difesa di Chișinău e a ridurre il sostegno alla modernizzazione dell’esercito. Ha sostenuto che la Russia avrebbe speso l’equivalente del 2% del PIL della Moldova per influenzare le elezioni.
In questo contesto, la presidente ha chiesto di rafforzare la difesa aerea e di garantire il sostegno europeo, affermando che l’adesione all’Unione europea è la più importante garanzia per la sicurezza a lungo termine della Repubblica di Moldova.
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