L’euro è salito venerdì 2 ottobre fino a quota 5,34 lei sul mercato interbancario, dai circa 5,27-5,28 lei del giorno precedente, sullo sfondo dell’incertezza politica in Romania e in vista di una nuova valutazione di S&P sul rating sovrano del Paese.
L’eurodeputato Siegfried Mureșan ha accusato il PSD di aver contribuito al deprezzamento del leu attraverso l’instabilità politica. Sostiene che la valuta nazionale si sia deprezzata di oltre il 5% dall’avvio della mozione di sfiducia contro il Governo guidato da Ilie Bolojan fino a oggi.
Mureșan ha affermato che il leu si è deprezzato massicciamente in due momenti: dopo la mozione di sfiducia sostenuta da PSD e AUR contro il Governo Bolojan e dopo la bocciatura, questa settimana, del governo europeista da lui proposto. Secondo il politico, il PSD genera costi sia al governo, attraverso il deficit di bilancio, sia all’opposizione, attraverso l’incertezza economica.
L’ultimo tasso ufficiale comunicato dalla BNR, per il 1º ottobre, è stato di 5,2777 lei per un euro. Il Parlamento ha respinto mercoledì il Governo proposto da Mureșan, che ha ottenuto 182 voti rispetto ai 233 necessari. La Romania ha un rating BBB-/A-3, con prospettive negative, e gli investitori seguono l’evoluzione del debito, il consolidamento fiscale e la formazione di un nuovo governo.
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