Il PSD accusa l’USR di «ipocrisia senza limiti» dopo le critiche rivolte a Marian Neacșu, ministro dell’Interno e vicepremier nel governo guidato da Luca Niculescu. I socialdemocratici sostengono che gli attacchi riguardino una condanna ricevuta nel 2016, per la quale sarebbe intervenuta la riabilitazione di diritto, e che il certificato del casellario giudiziale dell’esponente politico sia attualmente pulito.
In un messaggio pubblicato mercoledì su Facebook, il PSD afferma che Neacșu non ha ricoperto alcun incarico pubblico nel periodo 2016-2019 e che la sua situazione giuridica è confermata anche dalle motivazioni della Decisione n. 24 della Corte costituzionale, del 22 gennaio 2020. Il partito sostiene che il ricorso alla base della decisione sia stato presentato proprio dall’USR.
Il PSD denuncia inoltre che i parlamentari dell’USR avevano precedentemente votato la nomina di Marian Neacșu al governo e avevano collaborato con lui durante il mandato. I socialdemocratici menzionano anche Ilie Bolojan, sostenendo che gli abbia rivolto pubblicamente dei ringraziamenti a Neacșu al momento delle sue dimissioni.
Nello stesso messaggio, il PSD accusa l’USR di applicare due pesi e due misure e cita Dominic Fritz, sostenendo che l’Alta Corte di cassazione e giustizia abbia confermato in via definitiva l’esistenza di un conflitto di interessi amministrativo. Secondo le informazioni presentate, l’USR non ha fornito una risposta alle accuse del PSD.
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