Il presidente del PSD, Sorin Grindeanu, ha respinto domenica le accuse secondo cui il suo partito avrebbe partecipato, insieme agli Stati Uniti, alla destituzione di Ilie Bolojan. In un messaggio pubblicato su Facebook, il leader socialdemocratico ha definito la teoria un tentativo di manipolazione e l’ha paragonata alle teorie complottiste sulla Terra piatta.
Grindeanu sostiene che Bolojan non sia stato destituito dagli americani, dai russi o da gruppi segreti, bensì dal voto dei romeni, sullo sfondo di un governo che considera debole. A sua volta, ha accusato gli ex governanti di decisioni «contrarie agli interessi della Romania», citando i prestiti attraverso il programma SAFE, la chiusura di alcune capacità energetiche prevista dal PNRR, il blocco di alcune centrali idroelettriche e posizioni sfavorevoli agli agricoltori romeni.
Il leader del PSD ha dichiarato di sostenere il Partenariato Strategico con gli Stati Uniti e l’appartenenza della Romania all’Unione europea, ma ha chiesto di rafforzare la relazione con Washington attraverso investimenti americani in Romania. Ha criticato Oana Gheorghiu, Siegfried Mureșan e Oana Țoiu per le dichiarazioni sull’amministrazione americana e sulla relazione bilaterale.
Infine, Grindeanu ha annunciato che il PSD non voterà il Governo guidato da Siegfried Mureșan, che considera costruito su «menzogne e incompetenza». Le dichiarazioni arrivano dopo che Sorin Grindeanu, George Simion e Bogdan Ivan sono stati accusati di tradimento, a seguito di dichiarazioni attribuite all’ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia riguardanti il coinvolgimento americano nella destituzione del Governo Bolojan.
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