Un nuovo studio mostra che l’81% delle scommesse online nell’Europa orientale viene effettuato su piattaforme illegali, ben al di sopra della media europea del 72%. Il mercato nero ha generato 91,6 miliardi di euro nel 2025 e ha privato gli Stati di 22 miliardi di euro di entrate fiscali.
Le scommesse illegali rappresentano un problema grave nell’Europa orientale, dove otto scommesse online su dieci vengono effettuate su siti non autorizzati, secondo uno studio realizzato da Global Consulting & Intelligence (GCI), citato da GOLAZO.ro. La percentuale dell’81% supera significativamente la media dell’Unione Europea, pari al 72%, e colloca la regione tra quelle maggiormente colpite dal mercato nero del gioco d’azzardo.
A livello europeo, il mercato illegale delle scommesse online ha raggiunto 91,6 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente. Le stime indicano che, in assenza di misure più incisive, il suo valore potrebbe salire a 105,7 miliardi di euro entro il 2029.
L’impatto sui bilanci pubblici è considerevole: nel 2025 gli Stati europei avrebbero perso circa 22 miliardi di euro tra imposte e contributi. Il denaro che avrebbe potuto confluire nei bilanci è rimasto invece nelle mani di operatori non autorizzati, che non rispettano le norme in materia di licenze, tutela dei consumatori e responsabilità sociale applicabili al mercato legale.
Lo studio evidenzia anche un’importante differenza tra le regioni d’Europa. Nell’Europa orientale, la quota delle scommesse illegali è dell’81%, rispetto al 74% nell’Europa meridionale e al 70% nell’Europa settentrionale. Questi dati suggeriscono che l’applicazione della legge, il blocco dei siti illegali e la cooperazione tra le autorità restano insufficienti in diversi Paesi.
Per la Romania, il fenomeno è particolarmente preoccupante. Sebbene esistano operatori legalmente autorizzati, il mercato nero continua ad attirare gli scommettitori attraverso siti facilmente accessibili, promozioni aggressive e l’assenza di controlli sull’identità o sull’età degli utenti. Gli specialisti avvertono che tali piattaforme possono esporre i giocatori a rischi significativi: senza garanzie di pagamento, senza meccanismi di autoesclusione e senza protezione dalle frodi.
L’industria legale sostiene che l’elevata pressione fiscale e le regole rigide possano spingere una parte degli scommettitori verso operatori clandestini. I rappresentanti del mercato chiedono, tra le altre cose, misure più efficaci per bloccare i siti illegali, sanzioni più severe per gli intermediari e una migliore informazione dei consumatori sui rischi delle scommesse non autorizzate.
Il fenomeno non colpisce soltanto il bilancio pubblico. A livello internazionale, le scommesse illegali sono associate al riciclaggio di denaro, alle frodi e alla manipolazione delle competizioni sportive. Per questo, le autorità europee sono sotto pressione affinché rafforzino la cooperazione transfrontaliera e adottino strumenti più rapidi per identificare e bloccare gli operatori che prendono di mira gli utenti degli Stati membri.
Secondo lo studio, senza una risposta coordinata, il mercato nero potrebbe continuare a crescere nei prossimi anni e le perdite fiscali degli Stati europei potrebbero diventare ancora più ingenti.
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