Prima del caso del vescovo polacco Andrzej Jeż, le autorità hanno continuato a istruire procedimenti relativi ad abusi sessuali commessi da membri del clero e ci sono state anche condanne o sanzioni. L’arcidiocesi cattolica di New York ha annunciato un accordo risarcitorio di 800 milioni di dollari per circa 1.300 persone che hanno dichiarato di essere state abusate da sacerdoti.
In Romania, la diocesi di Huși ha sospeso dal ministero un sacerdote arrestato per aggressioni sessuali ai danni di minorenni, mentre nel Bihor un ex direttore scolastico è stato rinviato a giudizio per quattro aggressioni sessuali ai danni di studenti, fatti che, secondo i procuratori, sarebbero avvenuti tra il 2024 e il 2026.
Anche in altri Paesi sono state pronunciate condanne: l’ex vescovo cattolico australiano Christopher Saunders è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere per abusi sessuali ai danni di due giovani indigeni, mentre in un altro caso in Romania, l’ex sacerdote Cristian Pomohaci è stato accusato di pornografia minorile; gli investigatori hanno menzionato l’esistenza di 286 file raffiguranti minori in pose sessuali.