Quasi un quarto dei piloti delle compagnie aeree europee, ovvero il 24%, ammette di scegliere di continuare il volo anche quando è troppo stanco per pilotare in sicurezza, secondo un sondaggio condotto dall’European Cockpit Association (ECA). Lo studio è stato realizzato ad agosto su quasi 7.200 comandanti e copiloti di 32 Paesi.
I dati indicano un rischio significativo per la sicurezza aerea. Nelle ultime quattro settimane, il 76,8% dei piloti ha avuto almeno un episodio di micros sonno durante il pilotaggio, mentre il 38,8% non ha usufruito, di norma, di un riposo sufficiente a prevenire la fatica accumulata. Solo il 37,2% ha dichiarato di segnalare quando non è idoneo al volo o è troppo stanco.
I piloti affermano di temere le pressioni dei datori di lavoro e possibili sanzioni. Circa il 69,1% è preoccupato per le conseguenze del rifiuto di un’estensione dell’orario di volo, consentita in circostanze eccezionali dalla «discrezione del comandante». Nelle ultime quattro settimane, il 38,3% ha fatto ricorso a questa disposizione almeno una volta.
I problemi più gravi sono stati segnalati dagli equipaggi delle compagnie low cost e degli operatori ACMI. Solo il 15,6% dei piloti low cost ritiene che i datori di lavoro gestiscano efficacemente i rischi legati alla fatica. In Irlanda e a Malta, il timore di ritorsioni è più accentuato, mentre Regno Unito, Finlandia e Paesi Bassi dispongono di sistemi di segnalazione senza sanzioni più consolidati.
L’ECA chiede alle autorità e alle compagnie aeree di migliorare le norme sulla gestione della fatica e di proteggere i piloti che segnalano di non essere idonei al volo.
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