Il presidente statunitense Donald Trump ha promulgato venerdì sera una legge che introduce nuove sanzioni contro la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina e che prende di mira soprattutto il settore energetico. La misura segna la prima azione importante del Congresso americano contro Mosca dal ritorno di Trump alla Casa Bianca.
La legge conferisce al presidente degli Stati Uniti l’autorità di imporre dazi fino al 100% sui cinque principali Paesi che importano petrolio e gas russi. Tra gli Stati interessati figurano Cina e India, due dei maggiori acquirenti di energia della Russia.
Il nuovo quadro legislativo introduce, per la prima volta, sanzioni contro la cosiddetta «flotta fantasma» russa, composta da navi utilizzate per il trasporto del petrolio e per aggirare le restrizioni internazionali. Le misure prendono inoltre di mira il presidente Vladimir Putin e altri funzionari di alto rango di Mosca.
Il provvedimento porta il nome dell’ex senatore repubblicano Lindsey Graham, suo principale promotore e fermo sostenitore dell’Ucraina, morto a luglio. La Camera dei Rappresentanti ha approvato la legge giovedì, dopo che il Senato l’aveva approvata ad agosto.
Oltre alle sanzioni contro la Russia, la legge stabilisce anche il quadro per la proroga fino al 2031 delle sanzioni applicate all’Iran. Gli strumenti previsti dal provvedimento mirano a rafforzare la pressione economica su Mosca e a limitare i ricavi derivanti dalle esportazioni energetiche.
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