Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sfruttato il palcoscenico del Forum Economico Mondiale di Davos per inaugurare il "Consiglio della Pace", un'iniziativa diplomatica destinata a funzionare come un'alternativa pragmatica alle istituzioni internazionali tradizionali. Sebbene la Casa Bianca abbia inviato inviti a 60 nazioni, il lancio è stato segnato dal rifiuto di alcune cancellerie occidentali di unirsi all'iniziativa.
La nuova struttura è promossa dall'Amministrazione Trump come una piattaforma di negoziazione diretta, rapida e "senza burocrazia", con l'obiettivo prioritario di mediare i conflitti attivi in Europa dell'Est e in Medio Oriente. La Romania è tra gli stati che hanno risposto positivamente all'appello, la delegazione di Bucarest essendo presente ai colloqui inaugurali, gesto che riafferma l'allineamento strategico alle politiche di Washington.
Tuttavia, l'unità mostrata a Davos è parziale. Fonti diplomatiche confermano che diversi stati membri dell'Unione Europea, insieme a potenze asiatiche, hanno declinato l'invito o hanno inviato rappresentanti di rango secondario. La loro riluttanza deriva dalla paura che il nuovo Consiglio possa minare l'autorità dell'ONU e della NATO. In risposta a queste assenze, Donald Trump ha dichiarato brevemente prima della sessione di apertura: "Abbiamo invitato tutti coloro che contano e che vogliono soluzioni. Chi non è qui ha scelto il passato".
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