Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha giustificato davanti al suo omologo cinese, Xi Jinping, la vendita di armi statunitensi a Taiwan, in fase di finalizzazione, secondo una dichiarazione rilasciata domenica dall’ambasciatore di Trump in Cina e citata dall’Associated Press.
Trump ha presentato la transazione come un’operazione ordinaria, simile alle numerose vendite di armamenti che Washington realizza in tutto il mondo. Con questo approccio, il presidente americano ha cercato di minimizzare l’importanza dell’accordo nel colloquio con il leader cinese.
Secondo l’ambasciatore, Trump avrebbe persino chiesto a Xi Jinping se fosse interessato ad acquistare armi statunitensi. La dichiarazione offre dettagli sul modo in cui il presidente degli Stati Uniti ha affrontato il delicato tema dei rapporti tra Washington, Pechino e Taipei.
La vendita di armamenti a Taiwan avviene nel contesto delle persistenti tensioni tra la Cina e l’isola. Pechino considera Taiwan parte del proprio territorio e si oppone alla fornitura di armi statunitensi alle autorità di Taipei. In questo quadro, la giustificazione fornita da Trump davanti a Xi rappresenta un elemento rilevante del dialogo bilaterale tra Stati Uniti e Cina.
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