Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato sabato, alla Casa Bianca, che Washington e L’Avana raggiungeranno un accordo e ha precisato di non ritenere necessario un intervento militare a Cuba.
L’affermazione giunge nel contesto in cui l’amministrazione americana ha dichiarato l’obiettivo di cambiare il governo cubano, mentre le pressioni sull’isola si sono intensificate. Un documento interno dell’esercito statunitense, analizzato dalla stampa americana, indica che Washington si sta preparando anche all’eventualità di un’azione militare. Trump ha minacciato ripetutamente Cuba e ha affermato che il Paese sarà «conquistato» o «liberato».
Il blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti all’inizio dell’anno ha aggravato la crisi economica a Cuba, che deve far fronte a carenze di carburante e interruzioni dell’erogazione di energia elettrica, sullo sfondo di infrastrutture in condizioni precarie.
Trump ha affermato che gli Stati Uniti vogliono aiutare Cuba e «aprirla» ai cittadini americani. Martedì, nel discorso pronunciato all’Assemblea generale dell’ONU, ha descritto Cuba come uno Stato fallito e ha detto che «la libertà arriverà» in questo Paese. La delegazione cubana ha lasciato la sala durante il discorso.
Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, ha dichiarato in seguito che L’Avana resta aperta al dialogo e ai rapporti commerciali con le aziende americane, condannando tuttavia l’embargo commerciale mantenuto dagli Stati Uniti da oltre sei decenni.
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