Durante il regime di Aleksandar Vučić, la Serbia è diventata un rifugio per persone ricercate o condannate nei Paesi vicini, in particolare nei Balcani. Dopo il cambio di potere a Belgrado e l’ascesa della Lista degli Studenti, gli analisti si chiedono se la nuova amministrazione modificherà la politica sulle estradizioni.
Tra coloro che si trovano in Serbia c’è l’uomo d’affari rumeno Sebastian Ghiță, fuggito dalla Romania nel dicembre 2016. Le autorità serbe hanno respinto la richiesta di estradizione, invocando il rischio di una persecuzione politica, e Ghiță ha ottenuto l’asilo. Nel frattempo, è stato assolto in diversi procedimenti e i mandati di custodia cautelare sono stati revocati.
In Serbia si trova anche il bulgaro Țvetan Vasilev, accusato di essere coinvolto nel fallimento della Banca Commerciale Corporativa, oltre a ex militari bosniaci condannati o ricercati per crimini di guerra. Milan Radoičić, accusato dell’attacco di Banjska, è ricercato dal Kosovo, ma la Serbia non riconosce la giurisdizione di Pristina.
L’elenco è completato da Svetozar Marović, condannato in Montenegro per corruzione, e Yingluck Shinawatra, ex primo ministro della Thailandia, alla quale Belgrado ha concesso la cittadinanza nel 2019. Il rifiuto dell’estradizione si basa frequentemente sulla cittadinanza, su restrizioni legali o sull’assenza di accordi giudiziari.
Fonti
Ultime notizie
22:52
22:29
22:14
22:02
21:54
Vedi altre notizie